Compositing: prima e dopo

Ieri ho visto per la prima volta il mio ultimo spot, il primo che ha una vera e propria diffusione nazionale sui canali “veri” e in fasce d’orario “vere”. Mi ha fatto molto piacere e nello stesso tempo mi ha lasciato perplesso come l’inquadratura migliore dello spot sia anche quella più finta, in cui niente di quello che si vede è vero, reale, questa:

DeA 12 apostoli: prima e dopo

Notare che ho usato l’aggettivo “finto” e non il sostantivo “falso”. Finto e falso sono due concetti diversi; il primo indica che la cosa che vedete non è reale, nel secondo caso il messaggio sottostante è: “è una bugia”.
Questo shot non è falso perché presenta il prodotto per come è, o, meglio, per come sarà una volta che l’utente l’avrà costruito, ma è finto perché non immortala una situazione reale, ma solo una sua rappresentazione, un modello.

Lo sfondo è una foto acquistata da catalogo, la nave è una foto ottenuta fondendo due modelli diversi, fotografati in due zone distanti migliaia di chilometri tra loro sul pianeta. Insomma: niente era vero, e allo stesso tempo il tutto era sufficientemente reale.

Ma cos’è la realtà? Possiamo coglierla? Possiamo trasmetterla, comunicarla? Lo shot che avevamo realizzato in Ucraina era molto bello, ma questo lo è ancora di più, nonostante di vero ci sia ben poco ed eravamo vincolati alla posizione della foto della nave. Uno shot che abbiamo dovuto sporcare per renderlo più verosimile, sottoesponendo la parte inferiore del veliero, aggiungendo grana, bruciando la luci che entra dalle finestre.

Questo shot, realizzato comunque con materiali tranquilli, con uno sfondo fotografico in cartone e ripreso con l’ormai immancabile 7D, adesso è il mio effetto speciale più visto di sempre. E lo dico con tanta umiltà: sono un regista di spot TV da pochi anni, e comunque la mia casa di produzione è piccina piccina. E ciononostante per creare qualcosa di credibile abbiamo dovuto ricorrere all’incredibile, per dare l’impressione di qualcosa di reale abbiamo dovuto ricorrere all’irrealità, o all’ìperealità, come la chiama qualcuno.

Bah…

Vi manderò il link allo spot quando il nostro cliente lo metterà su YouTube.

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6 pensieri su “Compositing: prima e dopo”

    1. Ciao Gattide!
      Spero che ti sia piaciuto. 😉

      Dal mio punto di vista il fatto che tu abbia avuto l’intuizione può significare due cose: o ho un mio stile oppure sono prevedibile… AHAHAHAH!

      Grazie Marì.
      Buon anno. 🙂

      1. La seconda che hai detto! No dai, scherzo!
        Certo non avrei mai immaginato tutto ciò che c’è dietro questa scena…mi sembrava una scena girata normalmente e non ho colto la manipolazione! 🙂 Buon anno anche a te Ale!

      2. E dai Marì, dovresti saperlo ormai che non solo non c’è niente di reale, ma che quando è reale è meno bello di quando non lo è!

      3. Ale lo so bene… ma e’ complicato rendersene conto vedendo pochi secondi di video in Tv !
        Puo’ essere un vantaggio…

      4. Non è solo un vantaggio: è l’unica salvezza che abbiamo noi che facciamo Visual effects.
        Come ti dissi a suo tempo: è come un prestigiatore. La velocità è quello che fa si che lo spettatore non si accorga del trucco.

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