Funeral for a friend

Scrivo qui questa cosa perché l’ha chiesta un ascoltatore.

È come quando se ne va un amico.
L’avevi conosciuto ai tempi delle medie, e poi sei rimasto insieme a lui per gran parte delle superiori.
Ti aveva fatto scoprire un modo di divertirti che nemmeno immaginavi.
La prima canna, il primo racconto, la prima confessione di esperienza sessuale, una partita giocata insieme.
Poi tu sei cresciuto, lui è cresciuto.
Avete percorso strade diverse, siete cambiati, ma per te lui è sempre quello dei primi ricordi.
Un po’ come quando vedi su Facebook amici dei tempi che furono, sono passati 20 anni e non li riconosci più, preferisci quasi ricordarli come erano, dei bambini, dei ragazzini…
E poi vieni a leggere sul giornale che proprio ieri è scomparso, morto, assassinato.
Sapevi che non se la passava bene, che aveva percorso altre strade, che ora faceva cose che non ti divertivano più. Ma tu gli hai sempre voluto bene, come a un fratello, come a qualcuno a cui hai affidato un po’ della tua giovinezza…
Era un’altra persona, quella che avevi conosciuto quando eri un ragazzo, era già scomparso da tempo.
Ma ora il suo nome è impresso per sempre su una lapide.
Ti piacerebbe andarlo a trovare, stare davanti alla sua tomba con altri compagni a ricordare i bei tempi andati.
Forse lo farai, forse no, forse anche una parte di te è morta in questi 20 anni…
Quello che sai, e di cui ti rendi conto, è che non passa giorno senza che qualcosa della tua infanzia, dei tempi spensierati, quando le cose erano più semplici, ti viene strappato via.
E dici che sei un uomo, vorresti convincertene.
Ma una parte di te, quella che sogna, perché non smetterà mai di sognare, continua a sperare sembra che un giorno potrai prenderti una lunghissima vacanza, per tornare per qualche tempo a rivivere quelle emozioni, quelle sensazioni, come se i ricordi si potessero trasformare in esperienze reali…
Poi ti svegli, il giorno dopo, assonnato, ti guardi allo specchio mentre ti fai la barba.
Che pensi che devi andare a lavorare, che devi pagare il mutuo, che forse fra poco ti puoi sposare, mettere al mondo altri bambini, e che non c’è più spazio, non c’è più tempo, non ci sono più risorse per tornare ad essere quello che eri una volta.
E non ci sono più lacrime, non ci sono più urla strazianti, c’è solo una vita fatta di impegni, responsabilità e sacrifici.
Fino alla prossima volta che aprirai il giornale e leggerai un’altra notizia così.

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