Streaming: siamo all’80%

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Questa volta probabilmente ce l’abbiamo quasi fatta. Come forse pensa prendere l’altra sera abbiamo provato a realizzare una nuova trasmissione in diretta commentando il Keynote di Microsoft che presentava la sua prossima console. Non voglio entrare nel merito dei contenuti, se qualcuno è interessato a sapere di cosa abbiamo parlato, può scaricarsi tranquillamente l’ultima puntata del podcast dietrologia videoludica (link disponibile a breve).

Come al solito voglio parlare qui delle mie considerazioni sulla tecnica sottostante ad una diretta in streaming. I presupposti prevedono quanto segue:

1. Avere una comunicazione diretta di buona qualità tra i partecipanti alla diretta, spesso e volentieri dislocati su tutto il territorio nazionale.

2. Visualizzare il video mandato da Microsoft in diretta.

3. Inviare sullo stream il video che stavamo guardando e l’audio con nostre voci che lo commentano.

4. Registrare quanto avveniva, perlomeno in audio.

La soluzione che abbiamo adottato, come sempre, è la piattaforma Livestream prima per la nostra comunicazione in diretta, mentre internamente ci siamo affidati a Google Hangout, dato che Skype aveva una qualità a dir poco insostenibile… La necessità di mixare contemporaneamente quello che veniva mostrato da Microsoft, i discorsi dei miei interlocutori e la mia voce ha reso necessario un passaggio esterno verso un mixer analogico.

Come dico sempre al mio caro amico Vincenzo: continuo a preferire strumenti analogici a quelli digitali, come per esempio un microfono USB. Come mai? Beh, semplicemente non mi capiterà mai di installare un driver per un microfono analogico!

Devo dire che questa volta sono abbastanza soddisfatto del risultato, grazie alla pagina messa in piedi da Vincenzo e all’utilizzo di Livestream sin dall’inizio, senza passare attraverso un Hangout, siamo riusciti a mantenere la diretta per quasi tutto il tempo del Keynote, interrompendoci solo per 40 secondi a metà circa. Questa introduzione si è verificata per colpa di una mia leggerezza: quando ho iniziato la trasmissione, in prova, catturavo la porzione di schermo occupata dalla diretta di Microsoft, che, però, prima dell’evento, mostrava semplicemente un cartello statico. Il compressore, dunque, non faceva nessuna fatica e riusciva a mandare in uscita un filmato di 10 fotogrammi al secondo occupando poco più del 20% del processore. Quando però hanno iniziato a mostrare filmati a loro volta, la complessità del video è cresciuta a tal punto che, con il software di registrazione per l’audio, Audacity, il loro video e tutto il resto il processore saliva a livelli di guardia e non riusciva a comprimere tutti i fotogrammi. Questo significa che, ad un certo punto, la nostra diretta aveva raggiunto un lag troppo sensibile rispetto al video di Microsoft, motivo per il quale ho interrotto lo stream, abbassato il numero di fotogrammi al secondo a 5, e l’ho fatto ripartire. Tutto credo in circa 40 secondi, o poco più…

Questo, comunque, mi ha fatto capire che, probabilmente, per il Keynote di Apple dovremo mantenere un numero di fotogrammi così basso, coadiuvati anche dal fatto che non verranno visualizzati tanti filmati e dunque il compressore riuscirà a mantenere un database di buona qualità con così poche informazioni…

Alla fine, quello che ci divide da un contesto più professionale e più completo è dato da due semplici limitazioni: la qualità del compressore, che necessiterebbe di hardware dedicato, e la quantità della banda, che non ci consente uno stream fluido (o più stream contemporaneamente)…

L’appuntamento è dunque per il 10 giugno alle 18:30, quando proveremo a rifare questa cosa magari con la speranza di riuscirci con qualità migliore… Grazie tutti quelli che hanno collaborato!

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Un pensiero su “Streaming: siamo all’80%”

  1. Piccola precisazione che ritengo veramente interessante e della quale forse nessuno tranne me e Alex ne era a conoscenza. Lo switch da Skype a Hangout ci ha permesso anche di essere più sicuri riguardo lo stream della puntata live. Infatti invece di aprire un hangout privato abbiamo scelto un hangout pubblico con diretta (tenuta segreta) su You Tube. Con l’embed di questo streaming di hangout abbiamo creato una seconda pagina di stream su cui reindirizzare gli ascoltatori in caso di problemi tecnici nella regia o di livestream. Ovviamente nell’hangout erano già presenti tutti i partecipanti (visto che era proprio l’audio che si trasmetteva su livestream) e bastava che Alex inserisse nell’hangout lo stream video di Microsoft al posto della sua webcamera per ottenere un secondo stream di emergenza attivo quasi all’istante PS. Ottima esperienza. Sicuramente da rifare!

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