L’invasione degli insetti (il mio ultimo lavoro)

Come di consueto, ogni volta che termino uno spot e questo va in onda ve lo presento qui, per farvi vedere che cosa ho fatto.

Questa volta, però, avrei piacere di parlare un po’ di più di questo progetto se non altro perché si tratta del mio primo spot quasi completamente girato in greenscreen. Qualsiasi inquadratura di questo video è completamente sintetica e Ricreata nello spazio 3D in After Effects, se si fa eccezione per i dettagli degli insetti che vengono schiacciati… Dato che, però, in questi dettagli il pavimento è stato ricreato e non è stata fatta nessuna inquadratura di suolo reale, mi piace pensare che tutto questo spot sia un grande calderone di effetti, più o meno digitali…

3D Space in After Effects
Lo spazio in 3D nelle quattro viste di After Effects

Ma andiamo per ordine. Perché farlo completamente in 3D? La risposta è, come sempre, di carattere prettamente pratico. (Ma si può dire “prettamente pratico”, non è qualcosa di ripetuto?)

Allora una volta fissato lo storyboard ci siamo impegnati a cercare una location adatta per le riprese.

Una pagina dello storyboard
Una pagina dello storyboard

I requisiti erano i soliti: deve essere visibilmente attraente, anche se sporca, deve essere ampia e spaziosa per contenere luci e attrezzature di ripresa, deve sostenere un carico di elettricità non indifferente… Avrei trovato, impiegando poco tempo, una location del genere? La mia risposta è stata praticamente, immediatamente, no. Allora mi sono messo a cercare in diversi cataloghi di foto da acquistare su Internet per trovare la giusta scenografia… Ne ho trovate diverse che si avvicinavano e che, comunque, avrebbero necessitato di un pesante intervento di post produzione in Photoshop o in After Effects.

Alla fine, allora, ho optato per la soluzione più drastica ma nello stesso tempo più realizzabile: costruire un ambiente tridimensionale direttamente dentro AE. Se guardiamo attentamente l’ambiente è veramente, veramente semplice: si tratta soltanto di due pareti anzi, più precisamente, di una parete di sfondo e del pavimento, il tutto illuminato da due luci spot relativamente morbide, una più dall’alto e una più laterale.

L'ambiente virtuale
L’ambiente virtuale

La sceneggiatura prevedeva sin dall’inizio l’invasione di decine di migliaia di insetti (nella fattispecie si tratta di circa 10.000 esemplari). Prevedevo inizialmente, quando ancora supponevo di girare dal vivo, di fare camera tracking e, dunque, aggiungere le particelle su uno piano virtuale appoggiato su quello del pavimento. Lavorando, però, direttamente in un ambiente tridimensionale, non è stato necessario effettuare alcuna tracking ma ho potuto disporre i simpatici mostri sul piano virtuale.

Questo ha consentito infine uno movimento di camera assolutamente ideale, sin troppo, ma che, nel contesto di uno spot televisivo che va in onda su canali destinati a bambini, può essere più che perfetto… Ci tengo a sottolineare il fatto che questo spot va in onda su quei particolari canali televisivi, perché ormai la maggior parte dei cartoni animati viene realizzata in 2.5D o 3D, di conseguenza i movimenti di camera sono, quasi sempre, perfetti, quasi innaturali… In pratica ho mantenuto costante e il linguaggio che “circonda” lo spot.

Greenscreen
Greenscreen: notate che ho realizzato tutte le inquadrature in verticale così da aumentare la risoluzione del video da bucare (1080×1920)

Inserire tutti quegli animali non è stato facile, per due motivi: per prima cosa ho dovuto fare delle fotografie ad alta risoluzione degli insetti su sfondo verde e le ho ritoccate una ad una in Photoshop in modo da avere il giusto canale di trasparenza.

Insetto in greenscreen
Insetto in greenscreen

In secondo luogo ho dovuto disporli in maniera più o meno casuale sul piano in modo da avere una prima inquadratura ottimale ma anche una distesa infinita di insetti equidistanti uno dall’altro; i mostri dovevano fare paura se presi uno ad uno, ma fare ancora più paura se mostrati tutti insieme.

L’animazione degli insetti che si muovono è nata inizialmente solo per quelli visti dall’alto nella inquadratura con il logo centrale. Ho animato un ciclo di spostamenti delle gambe visto dall’alto e poi ho mandato tutto in loop con un plugin apposito in AE.

Presi singolarmente questi insetti che si muovono non sono particolarmente realistici, ma se disposti casualmente su un piano e replicati in maniera pesante attraverso un simulatore particellare, danno un effetto molto molto molto realistico, perlomeno per quello che ci immaginiamo che possa essere un pavimento pieno di insetti, talmente pieno da non vedersi più il pavimento stesso.

Gli insetti animati con puppeting in loop
Gli insetti animati con puppeting in loop

L’animazione degli insetti nella prima inquadratura e nell’ultima invece è arrivata attraverso una richiesta posteriore allo storyboard: avevano tutti visto l’inquadratura con le animazioni dall’alto e ci hanno chiesto di realizzare una piccola animazione anche per gli insetti visti da lato. Questa è stata, ovviamente, più complessa da realizzare, dato che l’animazione di parti degli insetti vista in prospettiva sarebbero state meno naturali. Ancora una volta, però l’insieme di tutti gli insetti ha fatto sì che l’effetto “massa” rinforzasse moltissimo l’effetto singolo.

Packshot
Packshot

Mi piacerebbe sottolineare anche come siamo riusciti, in maniera piuttosto efficiente e spettacolare, a rendere bene gli effetti di sfocatura di movimento sulle azioni del bambino, che risultano assolutamente integrate con l’ambiente tridimensionale e non sembrano proprio prese banalmente davanti ad uno schermo verde. Certo: l’ambiente è stilizzato ed è visibilmente finto, ma mi piace immaginare il bambino bene integrato in questo ambiente finto.

Ultima cosa che mi piacerebbe sottolineare è questa inquadratura, secondo me la più bella dello spot, e tra l’altro nemmeno ipotizzata in fase di storyboard:

Inquadratura da sotto il pavimento!
Inquadratura da sotto il pavimento!

Si tratta di uno di quei bellissimi casi di scene che riesci a realizzare immaginandole direttamente sul set. Eravamo piuttosto avanti nel piano di produzione e, con un po’ di tempo a disposizione, mi sono detto, da “buon” (?) regista con gli occhi aperti, perché non provare a fare questa cosa? Alla fine, se non avesse funzionato, avrei essenzialmente soltanto provato una cosa in più, senza nessun grande rischio… Non è stato facile realizzare la post per questa inquadratura, che mi ha preso molto più tempo di quanto pensassi, però ha funzionato e l’effetto finale è decisamente bello, diciamo che hanno apprezzato quasi tutti, se non tutti quanti…

Bene, credo di avere detto un po’ tutto, forse questa volta sono riuscito ad essere meno sintetico e più approfondito. Se avete bisogno di sapere qualcosa di più, non esitate a contattarmi nei commenti di questo post o anche direttamente di persona.

Ah, giusto, dimenticavo, questo è un piccolo test di quello che avrei combinato se l’avessimo girato dal vero (non rompetemi il ca##o, l’ho girato con un iPhone a mano libera in ufficio…):

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2 pensieri riguardo “L’invasione degli insetti (il mio ultimo lavoro)”

  1. Molto interessante, bella la ripresa da sotto.
    Quanto tempo ti ha portato via più o meno in totale la fase di post produzione?

    1. Bella domanda. Considerando i test che ho fatto prima ancora Di andare a girare e il fatto che ho fatto delle prove di compositing direttamente sul test, aggiungendo il fatto che quando mi occupo da solo della post faccio insieme anche il montaggio, la post audio, la scelta delle musiche e tutto… Direi qualcosa come 4 giorni pieni. Più o meno. Non saprei dirti però quante ore in questi giorni, dato che quando un progetto mi pace mi portò il lavoro a casa e finisce che smanetto su After Effects anche nel letto… 😄

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