Interfaccia ed esperienza utente

#tF: un piccolo sample...
#tF: un piccolo sample…

In questi giorni sto finalizzando le funzionalità che voglio inserire nella prima versione della mia app, quella di cui vi parlo ogni tanto è che sarà pensata esclusivamente per utilizzatori professionali e chi si occupa di effetti speciali. Mancano due o tre aggiunte, veramente minimali, ma in questi giorni sto lottando contro quella che dovrebbe essere l’interfaccia tra le funzionalità della applicazione e l’utente.

A questo riguardo ci sono due scuole di pensiero: il mio socio più anziano, tra l’altro programmatore di vecchissima data, dice che l’interfaccia utente, così com’è, essenziale, praticamente super minimale, è perfetta per l’utenza a cui questa app è indirizzata. L’altra mia socia, relativamente più giovane, invece dice che questa interfaccia e sin troppo minimalista, e perde di attrattività. Avevo anche pensato di aggiungere un’icona ad ogni voce di interfaccia, un’icona stilizzata ma che servisse per dare un minimo di varietà alle schermate che compongono le sezioni per le impostazioni, che sono decisamente numerose. Lei ha insistito: non è necessario, forse bisogna fare qualcosa di diverso, anche se non mi ha ancora detto cosa.

Dal mio punto di vista, invece, sono decisamente più preoccupato dalla cosiddetta “esperienza utente” ovverosia l’ergonomicità dell’utilizzo della mia app. Ci sono due o tre casi in cui credo di dover effettuare delle forti regolazioni all’interfaccia in modo che i tempi di risposta siano più veloci e di conseguenza l’esperienza di utilizzo più fluida. Suddetta esperienza di utilizzo dovrebbe essere come un buon montaggio o una buona regia: il lavoro sottostante non si dovrebbe percepire, ma soltanto vivere l’utilizzo dell’app con grande semplicità. Questo è ciò che ha reso Apple quello che è: una società per certi versi decisamente discutibile, ma che ha posto tutti i suoi sforzi per rendere l’esperienza di utilizzo dei propri prodotti più semplice possibile. E, devo ammetterlo, ogni volta che mi capita di lavorare con un computer PC o con un terminale Android sono sempre più convinto che continuo a fare la scelta giusta. Vorrei farvi notare che Apple non mi paga, anzi…

Diciamo che sto affrontando una serie di problematiche soltanto in una schermata in particolare, quella in cui vengono mostrati i progetti e i sottoprogetti. Non posso entrare troppo nello specifico, però possiamo considerare un progetto come un filmato che dobbiamo realizzare un sottoprogetto come ogni singola ripresa che effettuiamo per il filmato. La gestione della lista principale, quella dei progetti, ma soprattutto della lista dei sottoprogetti, quella su cui si interagisce continuamente, mi è decisamente difficoltosa. Questo semplicemente perché, dato che utilizzo un’infrastruttura non nativa, non posso accedere ai controlli di sistema e dunque devo ricreare ex novo tutta la componente di interfaccia (e dunque di esperienza) relativa.

Il primo prototipo di questa app è stato realizzato in quattro ore. Quattro ore. Le funzionalità di base, per quelle per le quali questa app potrebbe essere già inserita nello Store, sono state introdotte in poco più di una settimana. Nell’ultimo mese, invece, sto lottando con i denti e le unghie contro le idiosincrasie dello sviluppo non nativo. Se voglio far pagare questa app decine di dollari, l’esperienza di utilizzo deve essere eccezionale, non tanto per chi si trova sul set (e questa app servirà essenzialmente sul set) quanto per passare i controlli di qualità che Apple impone a tutte le app che vengono messe sullo Store, e in special modo a quelle che costano tanto In molti casi, nel 75-80% dei casi, sto lottando contro le idiosincrasie e gli errori introdotti dall’infrastruttura con la quale lavoro, e non per correggere errori del mio codice.

Si tratta di una fatica enorme, perché anche quando si individua il problema la soluzione non è palese, ma bisogna trovare una scorciatoia, un modo per aggirare l’ostacolo, andando per tentativi. È molto frustrante, deprimente, e ogni tanto alzi gli occhi dal monitor dici a te stesso “non ce la faremo mai, quasi quasi abbandono questo progetto“. E finisce che vai avanti fino a mezzanotte a cercare di risolvere questi problemi, e ti svegli prima della sveglia, prima delle 7, con ancora in testa il codice e una serie di tempesta di idee su come risolvere le problematiche. Senza nessuna genialata che viene durante il sonno…

Ciò nonostante sono ancora convinto di riuscire a portare questa app nello Store prima di Natale, in un modo o nell’altro, magari cambiando radicalmente l’interfaccia e rendendola forse un pochino più macchinosa ma per lo meno funzionante.

Rimanete sintonizzati, prima o poi vi rivelerò di che si tratta…

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