#tF, un’app e il suo ecosistema

L’idea di fondo della mia app, che ancora per qualche giorno, scaramanticamente, chiamerò #tF, mi è venuta di notte, una notte insonne durante la quale ho pensato praticamente a tutti gli aspetti dell’applicazione, compreso il nome e il logo.

Il primo prototipo di quest’alba è stato realizzato in poco più di due ore e, infatti, nel video di promozione che ho realizzato, un paio di filmati sono stati realizzati proprio con quel prototipo. Posso dire con grande tranquillità che l’app era pronta in un pomeriggio.
Mi sono reso conto, praticamente subito, però, che l’app da sola non era sufficiente a presentarsi, dato che si tratta di uno strumento che va utilizzato per creare una parte di filmati da utilizzare successivamente con Adobe After Effect. Questa App, da sola, non fa assolutamente niente: senza il software di compositing non serve assolutamente a nulla.

Ho dunque passato settimane se non mesi a pensare ad un modo, no, a molti modi, per presentare questa App in modo da fare comprendere ai potenziali clienti finali le sue potenzialità. Ho realizzato un sito Web, cosa che non facevo da almeno 10 anni, mi sono messo a scrivere (in inglese) manuale di istruzioni e guide all’uso di questa app in tandem con Adobe After Effects, e ho pensato anche a tutta la parte di marketing.

Non sto dicendo che ho fatto un lavoro eccezionale, solo che mi sono dovuto occupare di tutto l’ecosistema di attività necessarie affinché questa app possa arrivare (finalmente) nelle mani dei compratori. Se facciamo 10 lo sforzo di realizzazione dell’app, che comunque è stato molto superiore al previsto (dato che ho dovuto sottostare ai limiti imposti dall’infrastruttura che, più o meno, mi sono scelto per lo sviluppo), tutte queste attività collaterali sono un buon 30-40.

Personalmente ho sempre odiato il marketing, ho sempre pensato che, nella maggior parte dei casi, le persone che si occupano di marketing sono abbastanza scollegate sia dal proprio prodotto che dal pubblico a cui lo vendono. E, nonostante tutto, un po’ lo penso ancora. Devo però ammettere che le attività di questo tipo, che essenzialmente sono quelle che hanno lo scopo di mettere in contatto il prodotto con i suoi potenziali clienti, sono molto faticose e altrettanto difficili, semplicemente perché non si può entrare nella testa del cliente e dunque non si può attirare l’attenzione delle persone se non utilizzando uno degli strumenti messi a disposizione dalla comunicazione.

Insomma: per me la cosa più difficile è stata ed è tuttora trovare il modo di far capire alla gente che la mia app esiste e che potrebbe essere loro utile, anche se costa tanto. Ho chiesto aiuto praticamente a chiunque, e chiunque mi ha dato una risposta diversa da chiunque altro, spesso risposte in contraddizione, spesso risposte che nemmeno mi aspettavo. Ognuno mette il piede sul proprio di acceleratore.

Dal mio punto di vista, sia come imprenditore che come sviluppatore che, soprattutto, come animatore in Adobe After Effects, volevo improntare, no scusate, voglio improntare la mia comunicazione nel modo più pragmatico possibile. Facendo tesoro dell’esperienza di Video Copilot ho pensato che il modo migliore di presentare questa app sia quello di mostrare le sue potenzialità attraverso dei tutorial, delle lezioni (di complessità crescente) che illustrano come si possono fare certe cose. Ma, dato che prima di fare clic su un video per aprirlo devo mostrare un’immagine, ho scelto, in modo molto arbitrario (ma che è piaciuto proprio a tutti) di mostrare le cose che quest’app fa fotografando lo schermo.

Se non nei manuali utente, non troverete in tutto il sito una cattura di schermo dell’interfaccia dell’app o delle schermate di Adobe After Effects che ne mostrano il funzionamento, anzi, ho pensato di utilizzare la mia bella macchina fotografica e di realizzare delle inquadrature molto accattivanti e molto particolari, sia del display del computer sia dello schermo dell’iPad sul quale è in esecuzione l’app stessa. Ho deciso che gli schermi dovevano diventare dei soggetti fotografici e non solo delle figure che illustrano il funzionamento, dunque ho realizzato una serie di scatti che mostrano, il modo più o meno “fashion”, quello che l’app è e il suo aspetto.

Accattivante? Intrigante? Ma voi, che non usate ad Adobe After Effects, di questa app siete curiosi? Volete sapere cosa fa? Come lo fa?

Ve ne frega qualcosa?! 😀

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