#tF: il sito web

Credo che questo sarà l’ultimo post su #tF senza che questa app non abbia ancora un nome. Un nome pubblico.

La campagna di marketing totale globale mondiale inizierà il 7 gennaio, se tutto va bene. La versione 1.0.2 è stata presa in review da Apple proprio ieri sera, poco prima della mezzanotte. Oggi riposo (sto scrivendo il 1 gennaio) per cui, se tutto va come prevedo, domani (2 gennaio 2014), se i criteri con cui la mamma della mela morsicata non sono cambiati in 48 ore, l’app dovrebbe venire accettata.

La versione 1.0.2 è quella che risolve un paio di bug della 1.0.0 e aggiunge due feature  niente male. Diciamo che è una bella 1.0, pronta e funzionale, al punto per cui se ci sarà mai una 1.0.3 saranno dei bugfix e, prima della 1.1 non vi saranno altre feature nuove. Per inciso, la 1.1 è la versione che intendiamo rendere universale e dunque eseguibile e funzionale anche su iPhone.

Insomma, con una versione solida, stabile e “ricca” (ci abbiamo aggiunto anche la schermata di about, di cui parlavamo ieri), con un nuovo anno, e con un martedì dopo la Befana, anche se negli StatiUnitiDAmerica questo non conta, partirà il nostro investimento, in termini di tempo ma anche di denaro.

Ho passato gli ultimi 32 giorni a lavorare sul sito web, di cui qui sopra vedete una piccola anteprima (ci ho messo un sacco di tempo a scattare foto all’iPad – retina – cercando di evitare di beccare dentro l’immagine il titolo, che sennò la sorpresa se ne andava a farsi benedire).
Erano anni che non lavoravo così ad un sito, se non per scrivere qualche cazzata qui, su Video DiggaZ, e dopo un po’ di peregrinazione di gente in gente, ho capito che proprio WordPress avrebbe potuto essere la piattaforma giusta per questa app commerciale.

Trovato il tema non si è trattato altro che di… riempirlo. E non è stata una cosa facile: capire il modo di presentare le cose, in modo da mostrare in un preciso ordine e comunicare nel modo più efficiente, dato il ridotto span di attenzione dell’utente medio, è stata per me una fonte di fatica, sudore, quasi dolore per quanto sforzo ci ho messo.

Io non sono un SEO, la parola stessa mi fa leggermente cagare, però mi sono dovuto piegare alle logiche senza una logica della comunicazione, per una volta dall’altra parte della barricata.

E ho imparato tanto, tantissimo, e come sempre ho capito che più imparavo e più avevo da imparare. tanto di cappello a Justen, a Stefano e ai miei colleghi, da Sergio a Roberta, che si spaccano la testa ogni giorno si queste tematiche. Nel mio lavoro ho 15 secondi per catturare l’attenzione, e cazzo se sono pochi, ma ho il vantaggio di averli tutti per me, senza nient’altro che distragga.

Voi gente del web avete magari qualche secondo in più, ma dentro una finestra circondata da gatti fotografati, ragazze un po’ zoccole che si mettono in posa, un fiume di pillole di saggezza da 140 caratteri, e le news del mondo che eiaculano d’ogni parte tutto attorno, nel first, ma anche nel second e nel third screen. Oltre al mondo reale che circonda i display digitali.

Porcatroia se è difficile.

Io ho cercato di usare le immagini e farle corredare dal testo, fotografando lo schermo, trattando la mia app nell’iPad e i risultati prodotti dall’app dentro Adobe After Effects (perché la mia app produce cose che vanno a finire dentro AE, se non l’avete ancora capito) come soggetti da immortalare, come still life da rendere più alive e meno still.

Cercando la bellezza in immagini piatte e bidimensionali, tridimensionalizzandole, usando il mio fido 28-70mm sempre aperto a f/2.8. Ecco, sì, questo è lo stile che ho scelto per il sito web, per la comunicazione attraverso le immagini. Le schermate dell’app sono piatte, e io ho cercato di inserire questo piattume dentro un mondo 3D, per aumentarne la resa, la percezione della qualità.

Ho “imparato” a fotografare lo schermo con Instagram, ma ne ho fatto una scelta estetica proprio con #tF. Scelta giusta o sbagliata non credo che lo saprò mai, calcolare il ROI dell’investimento sulla campagna di marketing 2.0 di #tF non sarà facile. Anzi, non sarà e basta.

Fatto sta che la mia scelta è stata questa, e che vi piaccia o no… A me piace, e questo dovrebbe bastarmi.

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