Dove è finito il secondo libro del capo?

Mi ero ripromesso di pubblicare su iBookStore un nuovo libro del capo ogniqualvolta avessi raggiunto le 128 tavole pubblicate.

Il primo libro ne aveva 129, come vi avevo già spiegato, dunque, più o meno alla tavola 256 avrei dovuto mettere un nuovo volume a disposizione di tutti.

Facendo un paio di calcoli qualcuno potrebbe obiettare che dovrei aver inserito anche la 257ª, ma considerando tutti i bonus e le vignette non numerate, mi sono sentito tranquillo fermandomi alla 256.

Se però guardate bene, potete notare che siamo arrivati oltre la 330, e il libro non è ancora uscito.

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Dove cazzo è finito?

Diciamo che questo secondo libro volevo che fosse un po’ più ricco del primo.

Le prime 128 tavole sono state messe così come sono, senza interruzione, senza divisione in gruppi, senza un minimo di racconto.

Per il libro secondo ho pensato di raggrupparle, seppur mantenendole in ordine cronologico, in una dozzina di capitoli, ognuno dei quali dotato di una breve introduzione che raccontasse alcuni aspetti di questo personaggio (e della sua fidanzata).

il capo

Diciamo che questa operazione, nonostante ci ho messo naturalmente più tempo, si è conclusa qualche settimana fa.

Verrebbe allora da chiedersi: dove cazzo sta sto libro secondo?!

Diciamo che, per un pezzo di vanità, ma anche per incrementare sensibilmente le vendite, ho pensato di aggiungere a questo volume una serie di tavole completamente inedite, qualcosa che non fosse stato pubblicato precedentemente sul mio sito, in modo tale che chi avesse voluto leggerle sarebbe stato obbligato all’acquisto.

Ho pensato per tre mesi a quali sarebbe potuta essere un’avventura inedita e parallela del capo, con un’idea di fondo da cui volevo assolutamente scappare perché sarebbe stata eccessivamente dispendiosa in termini di risorse e di tempo.

Non sono però riuscito a trovare un’alternativa, e questa idea non voleva andarsene.

Ecco perché l’ultimo capitolo del libro è un’avventura molto atipica nei contenuti e nella forma a cui ho dato il titolo “il viaggio definitivo”, e se qualcuno ha capito il riferimento sappia che ha centrato in pieno.

il capo

Il viaggio definitivo voleva inizialmente essere una serie di tavole con disegni composita, un po’ come faccio ogni tanto per aggiungere elementi reali alle tavole realizzate con Bitstrip.

Poi però la cosa mi è sfuggita di mano, e si è trasformata in un intero motion comic, un fumetto animato, in cui quasi ogni #bignetta è un piccolo film.

Non vorrei che pensaste che sono esagerato: è comunque un motion comic, non una storia della Pixar, però, dal mio punto di vista, si tratta di un’opera davvero gigante da realizzare, in cui ogni #bignetta è una composizione animata, spesso in 3D, realizzata con After Effects.

La storia racconta quello che potrebbe essere un viaggio onirico, un sogno, per cui ho scelto di non inserire neanche un dialogo, ma solo un’esperienza che il capo fa, un viaggio immaginario.

E proprio per questo non mi sono posto limiti: ogni volta che dovevo pensare alla tavola successiva, qualunque cosa mi venisse in mente io ce l’ho messa, anche quando questa cosa avrebbe comportato un sacco di lavoro di effetti speciali, in alcuni casi senza nemmeno sapere come ci sarei riuscito.

Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di una serie di suggestioni, di idee, messe alla rinfusa come in un grande zibaldone.

È così.

Ho deciso che questa storia, animata e colorata, sarebbe stato un sogno, e non volevo nemmeno pensare di giustificare ogni mia scelta: qualunque cosa il mio istinto mi avesse proposto, avrei deciso di assecondarlo, non perché fosse giusto, ma “perché di sì”.

Il capo

Giunti a questo punto, in cui gli ho spiegato i motivi del mio ritardo, dovrei dirvi, perlomeno, a che punto siamo e più o meno quando esce questo libro.

Ho realizzato 15 tavole (animate) su circa 30-40, il numero esatto non lo so perché ogni volta continua ad aggiungere cose che mi piacciono.

Io vorrei tanto terminare questo secondo libero prima delle vacanze estive, mi sono posto l’obiettivo di realizzare almeno una tavola al giorno, obiettivo che però non riesco a raggiungere quasi mai, fermandomi a quattro a settimana.

Sembra assurdo, ma il limite più grosso che ho è quello del computer su cui realizzo tutto quanto, che ha una scheda video molto vecchia, per cui tutte le operazioni che coinvolgono il compositing tridimensionale sono a volte rallentate, altre volte del tutto impossibili.

Non temete, però, primo poi (spero più prima che poi) questa avventura sarà terminata e sarò assolutamente lieto ed orgoglioso di mostrarvela.

Perché, e ci pensavo proprio questa mattina intanto che facevo colazione, trovo che il capo sia uno dei miei personaggi, una delle mie creazioni più riuscite.

Il capo

Il capo è la versione buffa di me, ma qualche volta arrivo a pensare che sia anche una versione più coerente e più riuscita di me, forse un personaggio più monodimensionale, ma nel suo essere piatto è comunque una brava, una bella persona.

Non temete: il libro (animato) del capo, con 128 tavole ma un sacco di cose scritte in più, sarà lungo circa 170 pagine e vi prometto che sarà molto bello da leggere.

E poi c’è #mikicontro, ci sono #Palf e il micio pomone (con anche la spiegazione del perché si chiamano così), cosa volete di più?

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