#SeGigiLaAlza

Ciao a tutti,

ilCapo (0-00-00-00).pngMi presento: mi chiamo Alex, è la mia faccia è più simile a quella che vedete in questa foto piuttosto che alla immagine rubata di Zooey Deschanel:

Conosco circa la metà di voi perché vi ascolto in podcast, e gli altri si sono uniti a questo che io chiamo “gruppo di sostegno tra juventini” grazie alle conoscenze comuni.

Questo è stato il primo anno che ho passato tifando la squadra del (mio) cuore insieme a voi, ed è stato un anno particolare, perché, nonostante le distanze geografiche, ho sentito molti di voi vicini a me e affini nel mio modo di pensare e, soprattutto, del mio modo di porsi alla cosiddetta “fede calcistica“, una fede non fideista ma dettata dal divertimento e da una passione che e assolutamente viscerale e non giustificabile: sono un tifoso della Juve perché lo era mio padre, lo era mio nonno, lo è adesso anche mia moglie, per mia fortuna. Senza contare mamma, fratello, cognato e cane.

La suocera no, la suocera tifa Inter

Come dicevo, questo è stato un anno particolare, perché nonostante non abbia mai incontrato nessuno di voi, è stato un po’ come vivere molte delle partite in un bar a bere birra guardando quei 90 minuti su uno schermo grande.

Vabbè, questo lo sappiamo tutti.

Volevo solo dire la mia perché in questi giorni, soprattutto grazie alla proposta lanciata da Marco, stiamo tutti facendo una sorta di “fioretto” che però in questo caso ha a che vedere, per l’appunto, con un altro tipo di fede.

C’è chi dice che farà delle camminate, che si tatuerà un simbolo, chi si tingerà i capelli di biondo.

Io ho preso la decisione, finalmente, di mettermi a dieta. Una cosa che dovrei fare comunque per stare meglio, per stare meglio con me stesso soprattutto.

Ma la mia decisione di fare dei sacrifici (e mangiare, e cucinare mi piace tantissimo) è dovuta al fatto che anche essere un tifoso, tra gli insulti, le incomprensioni, e tutto quello che ruota attorno al calcio parlato piuttosto che a quello giocato, è una sorta di sacrificio.

Un sacrificio assolutamente risibile ed effimero, io non guadagnerò niente se la Juventus vincerà la Coppa dei Campioni (mi piace comunque chiamarla così in quanto anziano) o se, per l’ennesima volta, rimarrà a bocca asciutta.

Ma la fede è proprio questo: credere in qualcosa, sperare in qualcosa, vivere in qualcosa senza avere una motivazione razionale o senza riuscire a spiegare con parole semplici e lineari il perché.

E allora ho deciso di fare qualcosa per me stesso, nell’idea di passare una giornata, una serata, una notte di festa, una festa che per qualche motivo sento di meritarmi anche se non saprei motivarne le ragioni.

E ho deciso che quella festa, quell’istante, quel brivido che io provo anche senza motivo, varrà tutto quello che verrà dopo.

Varrà smettere di mangiare dolci, smettere di bere alcolici, smettere di mangiare salumi e formaggi. Varrà lo svegliarsi un’ora prima e mettersi in bicicletta per allenarsi un po’.

Ho già fatto altre due diete piuttosto intense, e anche piuttosto gratificanti, ed entrambe le volte c’era di mezzo la figa. Questa volta sono già sposato e, da buon maschietto, le motivazioni sono un po’ più in calo.

E non è che la Juve sia come la figa, è che questo percorso che abbiamo fatto tutti insieme, quest’anno, in quello che io chiamo un gruppo di sostegno è e sarà comunque qualcosa di unico e probabilmente irripetibile.

E allora si, il mio fioretto è proprio questo: sfruttare quella potenziale notte di festa, una festa di qualche ora ma che rappresenterà vent’anni di attesa, per decidere di diventare comunque una persona migliore.

Eccolo, il termine più adatto: diventare una persona migliore, tutti noi ricordiamo momenti in cui la il tifo calcistico si è trasformato in violenza, odio, ignoranza e sopraffazione.

Io voglio sfruttare questo momento, ques’ anno che abbiamo passato insieme, questa strada, per decidere di meritarmi di essere un Alex che si fa meno schifo quando si guarda allo specchio.

E se io, che sono una particella minuscola in questo grosso universo, posso sfruttare questo momento di gioia per ingrandire questa particella e farla diventare anche solo di mezzo millimetro più grande, allora sì che lo sport può essere una cosa sana ed edificante.

E allora, miei cari amici, vi ringrazio per questa strada che abbiamo fatto fino a qui, perché anche solo prendere quest’impegno, con anche l’idea di volerlo portare avanti nonostante si perdesse, e già come essere cresciuto, anche solo di un pochino.

Grazie, ragazzi.

Per chi non sa di cosa sto parlando, l’hashtag da seguire su Twitter è questo: #SeGigiLaAlza.

E, naturalmente, se Gigi la alza, la dieta inizierà dal giorno successivo, perché è una birra due me, anzi ve le voglio proprio dedicare.

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Un pensiero su “#SeGigiLaAlza”

  1. Tutto bellissimo, grande Alex.
    Sto leggendo in questi giorni tanti discorsi su internet di tifosi della Juve, e davvero una cosa mi viene da dire: il calcio, lo sport, è una cosa fantastica. Anche per chi magari nemmeno lo pratica (come noi birrai sedentari).
    Crediamoci fortissimo, e speriamo che non finisca come al solito.
    #SeGigiLaAlza, che cazzo di serata sarà.

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