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Il mio ultimo spot: “Minerax”

Come sempre, quando è andato in onda, vi faccio vedere l’ultimo lavoro che ho realizzato. Oggi vi presento “Minerax”, uno spot molto particolare che abbiamo realizzato per il lancio di questo prodotto per conto di Promoplast:

Come potete vedere si tratta di uno spot relativamente diverso da quelli che realizziamo di solito, perché, per la prima volta in un prodotto destinato alla pubblicità televisiva, abbiamo utilizzato non solo tecniche miste per la composizione finale, ma anche animazioni basate su disegni realizzati a mano. L’sperienza sull’animazione con i puppet in After Effects arriva dal grande lavoro che abbiamo realizzato per Disney convertendo in motion comics un fumetto, circa 18 mesi fa. Si tratta di una tecnica sempre più spesso utilizzata nell’animazione seriale perché consente di produrre sequenze anche relativamente lunghe facendo uso di un solo disegno che poi viene deformato per venire animato. Se fate caso, per esempio, alla produzione dell’estremo oriente (Giappone e Corea) noterete molto spesso (sempre più spesso) questo tipo di tecnica, che fa uso di fondali animati, in 2D o in 3D, per reggere l’animazione relativamente statica del personaggio principale in primo piano.
Il processo produttivo, a partire dallo story board, si è concentrato soprattutto sulle quattro sequenze in cui i “boss”, vengono mostrati insieme al prodotto ripreso dal vero.

Minerax: una pagina dello storyboard
Minerax: una pagina dello storyboard

Siamo partiti da disegni realizzati direttamente dal cliente (che sono anche stati utilizzati per decorare l’espositore in edicola) e su questi abbiamo realizzato delle animazioni più complesse partendo da un singolo disegno illustrato ad arte e successivamente colorato a livelli.

Il processo di disegno è dovuto passare attraverso il fatto che l’illustratore non disponeva dell’oggetto perché con lui abbiamo collaborato essenzialmente a distanza. Di conseguenza abbiamo fotografato il personaggio da disegnare…

Rubinox dal vero
Rubinox dal vero

Abbiamo fornito lui anche il disegno realizzato dal cliente, è per la posa mi sono messo io davanti alla macchina fotografica ho realizzato un autoscatto:

Ebbene sì: AlexGì è un mostro...
Ebbene sì: AlexGì è un mostro…

Una volta ottenuto lo schizzo “draft” da parte dell’illustratore e approvato, l’illustratore è passato alla fase di colorazione:

Rubinox
Rubinox

A questo punto la palla è passata alla compositing, in cui abbiamo inserito il prodotto fotografato dal vivo, oggetti reali, oggetti realizzati in 3D (il quarzo) ed infine il disegno, il tutto animato in un mondo 2.5D con oggetti tridimensionali (realizzati con Modo) inseriti nei livelli renderizzati con Video Copilot Element 3D. Nel mondo tridimensionale abbiamo anche aggiunto elementi di stock, come le fiamme, gli spruzzi d’acqua, il fumo, le scintille, e altri creati e/o renderizzati per l’occasione, come le scariche elettriche.

Una versione preliminare della sequenza renderizzata di Rubinox
Una versione preliminare della sequenza renderizzata di Rubinox

Completano lo spot la sequenza finale e quella che la precede; in entrambe abbiamo generato attraverso un’emettitore di particelle l’esercito dei mostri, realizzato fotografando ogni singolo mostro due volte con due sorgenti di luce diversa in modo da bilanciare correttamente i colori e l’esposizione.

L'esercito di Minerax realizzato con un generatore di particelle e sprite.
L’esercito di Minerax realizzato con un generatore di particelle e sprite.

Particolare cura abbiamo riposto anche nella scelta della musica e, soprattutto, degli effetti sonori: ogni “boss” emette un suono caratteristico che è stato ottenuto modificando e distorcendo in maniera piuttosto pesante il suono di un animale, un cuoricino fronte, un cavallo e altri due animali di cui preferisco non parlare perché abbasserebbero, molto, l’impatto drammatico della cosa…
Posso dire con una punta di orgoglio che il cliente è stato molto soddisfatto da questo esperimento e stiamo già pensando ad un nuovo spot realizzato sempre con questa tecnica…

Compositing: prima e dopo

Ieri ho visto per la prima volta il mio ultimo spot, il primo che ha una vera e propria diffusione nazionale sui canali “veri” e in fasce d’orario “vere”. Mi ha fatto molto piacere e nello stesso tempo mi ha lasciato perplesso come l’inquadratura migliore dello spot sia anche quella più finta, in cui niente di quello che si vede è vero, reale, questa:

DeA 12 apostoli: prima e dopo

Notare che ho usato l’aggettivo “finto” e non il sostantivo “falso”. Finto e falso sono due concetti diversi; il primo indica che la cosa che vedete non è reale, nel secondo caso il messaggio sottostante è: “è una bugia”.
Questo shot non è falso perché presenta il prodotto per come è, o, meglio, per come sarà una volta che l’utente l’avrà costruito, ma è finto perché non immortala una situazione reale, ma solo una sua rappresentazione, un modello.

Lo sfondo è una foto acquistata da catalogo, la nave è una foto ottenuta fondendo due modelli diversi, fotografati in due zone distanti migliaia di chilometri tra loro sul pianeta. Insomma: niente era vero, e allo stesso tempo il tutto era sufficientemente reale.

Ma cos’è la realtà? Possiamo coglierla? Possiamo trasmetterla, comunicarla? Lo shot che avevamo realizzato in Ucraina era molto bello, ma questo lo è ancora di più, nonostante di vero ci sia ben poco ed eravamo vincolati alla posizione della foto della nave. Uno shot che abbiamo dovuto sporcare per renderlo più verosimile, sottoesponendo la parte inferiore del veliero, aggiungendo grana, bruciando la luci che entra dalle finestre.

Questo shot, realizzato comunque con materiali tranquilli, con uno sfondo fotografico in cartone e ripreso con l’ormai immancabile 7D, adesso è il mio effetto speciale più visto di sempre. E lo dico con tanta umiltà: sono un regista di spot TV da pochi anni, e comunque la mia casa di produzione è piccina piccina. E ciononostante per creare qualcosa di credibile abbiamo dovuto ricorrere all’incredibile, per dare l’impressione di qualcosa di reale abbiamo dovuto ricorrere all’irrealità, o all’ìperealità, come la chiama qualcuno.

Bah…

Vi manderò il link allo spot quando il nostro cliente lo metterà su YouTube.

Il mio ultimo spot (con tanti effetti speciali): Kombat Dragon

Ciao ragazzi, lo so che non mi faccio più sentire qui, ma sono sommerso in un simpatico periodo di superlavoro. Non è una scusa, lo so, ma per adesso accontentatevi. Approfitto però di una pausa di rendering per farvi vedere il mio ultimo spot, del quale ho curato produzione (regia, DOP) e post (montaggio, sound design ed effetti visivi), un bel concentrato di greenscreen e camera tracking 3D con After Effects:

Si tratta di uno spot come al solito indirizzato per un pubblico maschile relativamente giovane (6-12 anni credo), realizzato interamente nel nostro studio con un table top appositamente arredato. Lo sfondo è sempre stato verde per l’aggiunta del cielo con le nuvole che si muovono, e il tracking per questa volta è stato realizzato al 100% in camera tracker 3D in After Effects, dato che, come ben sapete, ho la simpatica abitudine di muovere sempre la camera con un carrello perché mi piacciono gli effetti di parallasse.

Tutti gli sfondi sono stati sostituiti con KeyLight, e poi il resto è stato fatto con l’aggiunta di un sacco di elementi reali compositati. Insomma, devo dire che mi sono divertito non poco.

Che dire ancora? Bah, dategli un’occhio che magari prima o poi vi racconto come l’abbiamo realizzato.