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Cosa viene dopo PodCleaner?

PodCleaner

Quando è nato PodCleaner, il suo scopo principale era quello di diventare uno strumento da inserire nel flusso di lavoro, tra la registrazione e il montaggio di un podcast, o comunque di un intervento audio parlato:

proucer.001

Successivamente, anzi quasi subito, PodCleaner ha introdotto la capacità di sincronizzare in automatico le tracce, dunque alleviando anche una buona parte del lavoro di montaggio:

proucer.002

Il mio obiettivo, con PodCleaner, è stato comunque quello di realizzare un’applicazione, anzi uno strumento, che consentisse di abbassare i tempi, i tempi che seguono la registrazione.

Questo perché solitamente la registrazione di un podcast è la parte più divertente, mentre il montaggio dell’audio quella più noiosa, soprattutto quella a cui i podcast meno “aggraziati”, dedicano meno tempo, con conseguente abbassamento della qualità, qualità percepita dall’ascoltatore.

Editing

Ho sempre pensato che realizzare un podcast ha una componente di editing piuttosto semplice; a meno che non si desideri realizzare delle trasmissioni molto complesse, il montaggio dell’audio di un podcast è cosa relativamente semplice: alcuni tagli, l’inserimento delle musichette (sigla iniziale, finale, alcuni intermezzi) e eventualmente una colonna sonora di sfondo.

In parole povere, secondo me c’è spazio per un’altra applicazione, che possa prendere completamente il controllo della ultima parte del flusso di lavoro, quella di editing:

proucer.003

Sto parlando di un sistema di editing molto veloce, espressamente pensato per trasmissioni “seriali”, in cui la maggior parte degli asset è comune a tutti gli episodi.

Ebbene, questo è il progetto a cui sto lavorando da qualche settimana, e sta procedendo anche molto, molto velocemente.

Ovviamente c’è già un nome, ma non me lo ripeterò perché non sono ancora convinto che sia quello definitivo, però come sapete il titolo è sempre la prima cosa che scelgo in un nuovo progetto…

Editare un podcast di un’ora in 10 minuti

L’applicazione non è ancora pronta, anche se molti degli strati di software sono già stati realizzati, per esempio quello che consente di creare un nuovo podcast, di creare un nuovo episodio e quello di importare gli asset comuni a tutti gli episodi.

Qui potete vedere un esempio molto primordiale della grafica relativa all’importazione di un asset comune:

Schermata 2015-05-22 alle 09.24.10

Il motore di riproduzione dei suoni montati funziona molto, molto bene, così come anche la rappresentazione grafica della testina di riproduzione.

Quello che manca, adesso, è l’interfaccia che consenta di aggiungere e togliere clip al montaggio, di spostarle, e di fare tutto nel miglior modo possibile (dove migliore significa molto, molto velocemente).
Il mio obiettivo è semplice: ridurre i tempi di montaggio di un podcast e, eventualmente, anche automatizzare il caricamento su un sito FTP nonché l’aggiornamento del feed.

Ci sto lavorando, molto velocemente, punto di iniziare a distribuire una versione alpha per i miei tester entro sei-otto settimane al massimo.

La prima versione che darò in pasto ai tester probabilmente non consentirà nemmeno il salvataggio del file, ma voglio che l’interfaccia sia ottimizzata prima di passare alla fase definitiva.

Come sempre, state tonnati

È uscito PodCleaner 1.2!

Ciao a tutti, senza tanto rumore ieri ho fatto uscire la versione 1.2 di PodCleaner, che ha due grandi novità:

  • Un’interfaccia utente rinnovata per le impostazioni dei parametri
  • Un nuovo motore di sincronizzazione di file.
Nuova interfaccia utente

Per semplificare un po’ la schermata principale di PodCleaner ho pensato di raggruppare tutte le impostazioni di cancello di rumore, equalizzatore e compressore in un’unica interfaccia cui si accede premendo il pulsante setup:

podcleaner_12.001

Questo pulsante apre questa serie di schermate che, molto similmente a quanto accadeva prima, consentono di impostare tutti i parametri in questione.

Questi sono i parametri del noise gate:

PodCleaner noise gate

Questi sono i parametri del compressore:

PodCleaner compressore

Questi sono i parametri del riduttore di pausePodCleaner riduttore di pause:

E infine questo è l’equalizzatore:

PodCleaner equalizzatore

Come potete vedere si può passare da una sezione all’altra mediante delle TAB poste in alto.

Il nuovo motore di sincronizzazione

Molto più importante, secondo me, è il nuovo motore di sincronizzazione delle tracce audio.

Uno dei più grandi difetti, anzi di limiti della versione precedente del motore di sincronizzazione era data dal fatto che prevedeva che, più o meno, tutti i partecipanti al podcast iniziassero nello stesso istante a registrare, con una differenza di al massimo 10 minuti:

podcleaner_12.002

Inoltre se uno dei partecipanti, per qualche motivo, Fosse costretto a interrompere la registrazione e a ricominciare la dopo, il motore di sincronizzazione non sarebbe riuscito a fare nulla:

podcleaner_12.003

Si tratta di due situazioni che, volenti o nolenti, si verificano ogni tanto quando si registrano dei podcast.

Devo ringraziare Mario D’Amore perché, proprio per questi motivi, mi ha fatto accendere una lampadina qualche mese fa, quando, nell’arco di un solo pomeriggio, ho riscritto questo motore.

Non è stato tanto difficile modificare il software, ma ho dovuto lavorare un po’ sull’interfaccia in modo da gestire queste problematiche.

Impostazione dei parametri del motore di sincronizzazione

Facciamo una nuova ipotesi: abbiamo registrato un podcast in tre persone, Alex, Leonardo e Cristiano, però si sono verificati due inconvenienti: Cristiano è arrivato a parlare con noi dopo 40 minuti, mentre Leonardo ha avuto un problema e ha dovuto interrompere la sua registrazione e farla ripartire:

podcleaner_12.004

Abbiamo dunque nominato i nostri file come indicato nella figura.

Apriamo PodCleaner e carichiamo i quattro file come indicato:

PodCleaner 1.2

Successivamente Clicchiamo su questo pulsante:

podcleaner_12.005

Si aprirà questa nuova schermata che consente di effettuare delle impostazioni ulteriori al motore di sincronizzazione:

PodCleaner 1.2

Come potete vedere, subito a destra del nome di ogni file, sono presenti due colonne con dei campi numerici, una che indica il range di ricerca è una l’offset:

podcleaner_12.006

Range di ricerca

Il range di ricerca serve a specificare a PodCleaner quanto deve spostarsi prima e dopo, per testare la massima compatibilità dei file:

podcleaner_12.007

Quando si registra un podcast e, con un segnale, tutti i partecipanti fanno partire la registrazione, quasi in sincronia, possiamo lasciare il range di ricerca al minimo: anche solo un minuto, per podcast di durata superiore ai cinque minuti questo è assolutamente perfetto e consente di raggiungere la massima sincronizzazione.

Alziamo questo valore a cinque minuti quando non siamo esattamente sicuri che tutti abbiamo premuto il pulsante di registrazione contemporaneamente, anche se dovrebbe essere una situazione più che rara.

Ovviamente possiamo impostare questo valore separatamente per ogni file, ovverosia per ogni traccia.

Offset

Quando invece uno dei partecipanti si unisce al podcast dopo un po’, per esempio dopo circa 40 minuti, possiamo indicare questa cosa nel campo offset: in questo campo specifichiamo a PodCleaner che la traccia è relativa ad una persona che si è unita dopo tot minuti.

Nel nostro caso Cristiano, che si è unito al podcast dopo 40 minuti, indichiamo che la traccia in questione ha questo offset:

podcleaner_12.008

Tracce interrotte

Nel caso di Leonardo, che ha dovuto interrompere, abbiamo, come indicato, due file, che dovrebbero essere in qualche modo “consecutivi”.

Intendo dire “consecutivi” perché la seconda parte de consecutivi” perché il secondo file viene in qualche modo dopo il primo, dopo una pausa di qualche istante, di cui non possiamo però essere certi.

Quello che dobbiamo fare è specificare nella parte destra dell’interfaccia che il secondo file le virgolette segue” il primo: indicandolo con questo pulsante radio:

podcleaner_12.009

Questa indicazione dice essenzialmente che il file 3 (il file della seconda parte di Cristiano) segue il file 2 (il file della prima parte).

In questo modo stiamo dicendo a PodCleaner che il secondo file segue il primo.

Anche in questo caso dobbiamo specificare una range di ricerca, più o meno ampio a seconda di quanto tempo ha impiegato Leonardo a fare ripartire la traccia:

podcleaner_12.010

Generalmente questo valore è molto basso (un minuto) nel caso in cui si sia verificata un’interruzione ma senza il riavvio del computer, mentre possiamo farlo salire a tre-cinque minuti se si è dovuto effettuare un reebot.

Cosiderazioni finali e prossimi passi

Come potete vedere PodCleaner è un progetto vivo e in continua evoluzione: stiamo lavorando in maniera molto efficiente alla prossima versione, da 1.3, che introdurrà una serie di bug Fix nonché una nuova interfaccia con un “mago” per semplificare le operazioni da parte di utenti alle prime armi.

PodCleaner 1.2 è un aggiornamento gratuito per tutti i possessori delle versioni precedenti.

Vi ricordo che PodCleaner può essere scaricato ed utilizzato liberamente in tutte le sue funzioni per 15 giorni dal sito PodCleaner.com.

Corso di editing audio (in podcast)

Come forse ben saprete, negli ultimi mesi ho registrato diversi contributi per la mia rubrica Audio Video & Co., per il podcast Apple Horizon, in cui ho parlato di audio, registrazione, applicazione di effetti, mixing ed esportazione.
In molti di voi mi avete chiesto se c’era una sorta di riepilogo di tutto quello di cui ho parlato, e, ovviamente prendendomi il mio mastodontico tempo, ho preparato questa sorta di specchietto:

Prima puntata

Il microfono e l’ambiente di registrazione
Apple Horizon #68
In questa prima puntata parlo dell’ambiente di registrazione, come prepararsi e come impostare il setup, come attutire riverberi.
In più qualche parola su come impostare la voce e quali sono i primi suggerimenti per migliorare “l’attacco”. Parliamo poi della scelta del tipo di microfono, analizzando le diverse opzioni (e i diversi range di costo), e il posizionamento dell’ambiente.
Illustriamo infine il funzionamento del “ragno” (filtro antishock) e del filtro antipop.

Seconda puntata
Il software
Apple Horizon #69
In questa puntata iniziamo a parlare del setup di registrazione sul computer.
Dopo avere visto (ovviamente su un Macintosh) come impostare la registrazione e la sorgente dell’audio, discorreremo un pochettino sul formato di registrazione, frequenza di campionamento e profondità di quantizzazione.
Vengono date anche alcune indicazioni sui software (gratuiti) che si possono usare e le impostazioni di registrazione.
E soprattutto viene spiegato come mai ognuno sente la propria voce registrata come diversa…
Terza puntata

Il montaggio del l’audio
Apple Horizon #70
In questa puntata parliamo dell’editing, Ovverosia del taglia e cuci che si fa sull’audio parlato, vedremo i principali comandi per l’editing dell’audio sia in Audacity che in Garage Band.
Viene anche spiegato il trucco del taglio all’interno delle sillabe.
Ultimo suggerimento: il taglio delle pausa e per mantenere alto il ritmo del parlato.

Quarta puntata
La riduzione del rumore
Apple Horizon #71
in questa puntata vedremo come attenuare il rumore di fondo dovuto alla conversione da analogico e digitale, nonché quello relativo a la stanza in cui si registra.
Prima viene illustrato il funzionamento e come si imposta il noise gate, successivamente, parliamo del denoiser vero e proprio.
Per quanto concerne il noise gateviene spiegato, con anche esempi da ascoltare, il funzionamento del parametrohold e del parametro release, nonché la velocità di attacco con il lookahead.
Per il denoiser vero e proprio, viene spiegato come individuare il room tone.
Vengono spiegati gli algoritmi che sono utilizzati dagli riduttori di rumore e anche quali sono i pericoli di una riduzione troppo intensa quando il rumore non è trascurabile ma è presente anche nelle frequenze del parlato.
Infine parleremo un po’ della trasformazione dei campioni dal dominio del tempo a quello delle frequenze, e come queste trasformazioni possono andare ad intaccare la qualità finale.
Quinta puntata
I filtri: compressione ed equalizzazione
Apple Horizon #72
In questa puntata vedremo come migliorare la qualità, l’intelligibilità, e la ascoltabilità di una voce che parla, ancora una volta con degli esempi pratici che vi fanno sentire l’effetto prima e dopo.
Per il compressore, oltre a spiegare il principio di funzionamento, vedremo come si interviene sull’effetto usando la soglia (threshold) e il rapporto (ratio).
Poi faremo alcune prove con gli esempi, mostrando cosa cambia al suono se si enfatizzano o si abbassano alcune frequenze.
Sesta puntata
Il mixing
Apple Horizon #73

In questa puntata vedremo come mixare insieme più tracce, generalmente una di parlato e una di musica di sottofondo, e come rendere il tutto un insieme armonico, fruibile e perfettamente comprensibile da parte dell’ascoltatore.
Una delle cose assolutamente da non sottovalutare, e la gestione della musica di sottofondo, una di quelle componenti che può rendere il mix assolutamente gradevole oppure, se si sbaglia anche solo di poco, terribilmente inascoltabile…
Verranno date alcune indicazioni su come realizzare musica in loop, come realizzare il ducking, nonché dove trovare (anche a pagamento) musiche e gruppi di musiche già pronti per fare l’intero sound design.
Notare che quando parlo di canale destro e sinistro, per un errore non dipendente dalla mia volontà, la trasmissione, da stereofonica è diventata monofonica, per cui questo particolare effetto non si può percepire.
Settima puntata

Gli algoritmi di compressione audio
Apple Horizon #74
Iniziamo la puntata con una sorta di compendio che racconta la storia della compressione dell’audio, quali sono stati i formati e le idee sfruttate dagli ingegneri per ridurre la dimensione di un file senza andare ad intaccare la qualità percepita.
Perché è necessario comprimere l’audio? Semplicemente perché la banda non è infinita, è storicamente, quando sono stati introdotti i primi formati di compressione, era un bene assolutamente prezioso e non era letteralmente possibile fare passare audio non compresso su una linea di connessione Internet…
Ancora una volta parliamo della trasformazione dal dominio del tempo a quello delle frequenze, parlando della psicoacustica, la branca della scienza che si occupa di studiare come il cervello interpreta le informazioni sonore.
Con un esempio pratico vedremo l’effetto del mascheramento in frequenza, che sta alla base della maggiore efficienza del formato MP3, e il mascheramento temporale, che consente di raddoppiare l’efficacia con il formato AAC.
Vedremo quanto si riesce a comprimere un file sonoro con MP3 e in MP4 (audio) e quali sono i valori di datarate ottimali.

Ottava puntata

Il salvataggio del file e… PodCleaner!
Apple Horizon #75
Vedremo come la compressione del file, che lavora nel dominio delle frequenze, è influenzata anche dagli altri filtri che operano sulle frequenze, come il riduttore del rumore e l’equalizzatore.
Ascolteremo anche degli esempi (non solo di parlato, ma con anche delle musiche) in cui si evidenziano gli effetti della compressione a perdita di qualità e degli artefatti di compressione.
Al termine di questo piccolo e semplice “corso” di registrazione e post produzione audio, mi sono permesso anche di fare un po’ di pubblicità a PodCleaner, che, per certi versi, soprattutto per la parte di filtraggio, può risultare un’ottima soluzione per chiunque voglia effettuare delle buone registrazioni senza lambiccarsi troppo il cervello in parametri e configurazioni.
Di PodCleaner abbiamo parlato più e più volte, e, in caso, vi rimando a tutti gli articoli che ho scritto nel mio blog.

Il nuovo motore di sincronizzazione PodCleaner

Su spinta del grandissimo Mario D’Amore, ho elaborato una nuova versione del motore di sincronizzazione dei file di PodCleaner, che verrà introdotto a brevissimo con la versione 1.2 del programma, aggiornamento ovviamente gratuito.

Questa nuova versione estende le capacità della precedente consentendo di inserire file che sono stati anche “spezzati”.

Quando si registrano dei podcast o delle interviste in remoto, ovverossia ogni partecipante registra la propria traccia (e poi tutte le tracce vengono sincronizzate a posteriori, possibilmente con PodCleaner), può capitare che, per un qualsiasi motivo, un errore di sistema o dell’applicazione, uno dei partecipanti (o più di uno) sia costretto ad interrompere la registrazione e a farla ripartire in seguito.

PodCleaner SyncEngine 2

Fino alla versione precedente di PodCleaner questo era un problema: dato che l’intervallo massimo di inizio di una traccia in relazione ad un’altra era fissato a dieci minuti.

PodCleaner SyncEngine 2

PodCleaner, invece, consente di stabilire un intervallo qualsiasi e anche un offset, cosa particolarmente utile nel caso in cui qualcuno si aggiunga alla registrazione molto dopo l’inizio della trasmissione.

PodCleaner SyncEngine 2

La nuova interfaccia di PodCleaner (che qui mostro in versione assolutamente non definitiva):

PodCleaner 1.2 sync engine setup

Consente, a livello di singola traccia, di impostare sia il range di ricerca, sia l’offset.

Schermata 2015-02-18 alle 09.43.01

Ma PodCleaner 1,2 non si ferma qua: perché consente di impostare una traccia come “figlia” di un’altra traccia, indicando al software che si tratta della continuazione di un segmento precedente.

Schermata 2015-02-18 alle 09.43.35

Range di ricerca

Iniziamo a fare qualche esempio pratico. Supponiamo di registrare un podcast con solo due persone, ognuna delle quali, naturalmente, registra la propria traccia sul proprio computer:

PodCleaner SyncEngine 2

In questi casi spesso e volentieri significa che gli istanti in cui i due file iniziano sono molto vicini nel tempo.

Possiamo dunque andare nel pannello delle impostazioni avanzate del motore di sincronizzazione, e indicare che il range di ricerca è molto ristretto, nell’ordine di uno-due minuti:

Schermata 2015-02-18 alle 09.46.03

Questo, nel caso in cui si cerchi di sincronizzare solo due file, a poca rilevanza: l’algoritmo è molto veloce e impiegherebbe comunque solo una piccola manciata di secondi.

Nel caso in cui, invece, i file in ingresso fossero tanti, quattro o cinque, ridurre il ranch di ricerca riduce di gran lunga il tempo di calcolo!

Podcast in cui un partecipante si unisce dopo

Un altro esempio è quello in cui, invece, un terzo partecipante si unisce alla trasmissione dopo un (bel) po’ che questa è iniziata:

PodCleaner SyncEngine 2

Supponiamo che, dall’inizio della trasmissione, questo terza partecipante si sia unito dopo circa trenta minuti.

In questo caso dobbiamo specificare l’offset ovvero sia la distanza dall’inizio “medio” della registrazione generale.

Il mio consiglio, quando si aggiunge un file con un certo offset, e quello di allargare molto il range di ricerca, portandolo a 5-10
minuti, questo perché molto spesso non si è ben consci, effettivamente, di quanto tempo sia passato.

Schermata 2015-02-18 alle 09.56.30

Traccia interrotte

Nel caso in cui si stia registrando in due, e una delle persone abbia subito un’interruzione, che l’ha costretta a interrompere la registrazione e a farne partire una nuova.

Il primo consiglio che vediamo è quello di nominare i due file in modo simile, aggiungendo un suffisso che identifichi quale è il primo e qual è il secondo:

PodCleaner SyncEngine 2

Successivamente, dopo aver selezionato le tre tracce e averle importate in PodCleaner, nel pannello delle impostazioni avanzate di sincronizzazione, occorre semplicemente indicare che questo secondo segmento è “figlio” del primo:

Schermata 2015-02-18 alle 10.00.33

PodCleaner aggiusterà automaticamente l’offset in modo da considerare questa traccia come “spostata” nel tempo:

PodCleaner SyncEngine 2

Anche in questo caso vi consigliamo di lasciare un range di ricerca relativamente ampio, cinque-dieci minuti, in modo da bilanciare il tempo che intercorre tra la fine della registrazione, è il momento in cui si inizia la nuova traccia.

A che punto siamo

Ovviamente dal punto di vista estetico dobbiamo fare ancora un’po’ di lavoro: il programma adesso funziona, funziona bene, e l’ultima puntata del podcast Geek Cookies ne è una dimostrazione, però dal punto di vista dell’interazione con l’utente, qualcosa di meglio si può fare e si deve fare…

Rimanete sintonizzati per scoprire quando PodCleaner 1.2 verrà rilasciato.

Nel frattempo, però, nella nostra pagina di download, potete comunque provare la versione beta, che (personalmente) ritengo essere pronta e funzionante, a meno, appunto, dell’interfaccia…

[TYSK] Audio a 16 o 24 bit?

Ho letto questo interessante articolo in cui si osservano i risultati di una ricerca che ha coinvolto diverse persone reclutate sul Web.

In questa ricerca si è chiesto a una svariata miriade di gente, dotata ognuno di un impianto audio completamente differente, nelle proprie condizioni, di valutare la differenza tra un suono registrato 16 bit e uno a 24, più che altro per capire se, effettivamente, questa differenza si possa percepire in maniera sensibile.

La maggior parte dei suoni che io tratto quando lavoro con l’audio arriva da sorgenti a 16 bit, però i programmi di montaggio che utilizzo lavorano 24, anche se poi, alla fine, le schede audio non professionali presenti nella maggior parte dei computer, anche se lavorano teoricamente a 24 bit, non raggiungono quel livello di dinamica.

Quello che posso riportare dalla mia esperienza è che la qualità della sorgente è effettivamente il vero parametro di paragone tra un effetto sonoro o una musica registrata 16 o 24 bit.

Se infatti tutta la catena di pre produzione, produzione e mastering lavora a 24 bit, allora la quantizzazione a 16 non dovrebbe portare alcun problema, dato che questi 16 bit vengono tutti, e sottolineo tutti, sfruttati al meglio per la dinamica.

Quando si lavora con apparecchiature digitali, e sto parlando essenzialmente dal punto di vista della registrazione, ovverosia della conversione da analogico a digitale, occorre sapere che la precisione della trasformazione è pari a quella nominale, a cui si devono togliere due bit.

Mettiamo caso che abbiamo un convertitore analogico-digitale a 16 bit, la sua effettiva “risoluzione” è di 14 bit.

Lo stesso si può dire delle macchine fotografiche digitali, quando affermano che i RAW sono a 14 bit, significa che gli ultimi due bit sono sovrastati dal rumore.

Una catena in cui tutta la parte hardware lavora a 24 bit e anche le elaborazioni del software sono a 24 bit è tale per cui la perdita in risoluzione) ovverosia in quantizzazione) può essere quantificato nell’ordine dei 2-3, al massimo 4 bit.

Questo significa che, al massimo, di questi 24 bit, al termine di tutte le elaborazioni, arriveremo ad avere un suono completamente definito a 20-21 bit.

Se “sottoconvertiamo” il file audio a 16 bit, comunque, manterremo massima dinamica possibile teorica del formato a 16 bit, appunto.

Credo che questo sia il motivo per cui non si è percepita tanta differenza tra i file a 16 e a 24 bit nell’esperimento compiuto: se si parte da master di quella fattura, il risultato finale sarà abbastanza poco distinguibile.

Diverso discorso se tutta la catena di registrazione fosse stata a 16 bit e non a 24, in quel caso, molto probabilmente, avremmo percepito una sensibile differenza nella dinamica.

Questi, però, sono discorsi che io potrei reputare abbastanza “alti”, perché poi, nella maggior parte dei casi, il 90-95% della popolazione ha strumenti di fruizione audio pressoché incompatibili con una riproduzione ad alta qualità, se si passa dalle cuffie in dotazione con il telefono alle piccole casse collegate al computer fino ai diffusori presenti nei portatili.

Mi verrebbe da chiedermi “e voi cosa ne pensate?”, ma so benissimo che siete decisamente avari di commenti…E, dunque, alla prossima! 😀

Registrare audio per interviste con un telefono

Nota: questo articolo è aggiornato con questa recensione di IK Multimedia iRig Pre.

Questa mattina mi sono imbattuto in questo interessantissimo video, il video presenta un’app per iPhone e iPad, ma la cosa su cui vorrei che ci concentrassimo tutti è, invece, il microfono che viene utilizzato:

La qualità dell’audio, come potete sentire, è più che dignitosa.

Il microfono utilizzato è questo, che su Amazon, viene a costare poco meno di € 60:

rode_smartLav1

In pratica il costo di un’apparecchiatura per un radio microfono si abbassa dai € 200 (minimo per un prodotto tra l’altro non del tutto soddisfacente) ai € 60 rinunciando a trasmittente e ricevitore.

Ma è ancora necessario trasmettere e ricevere l’audio?

Mi sono reso conto, negli ultimi tre anni, da quando ormai produco qualsiasi cosa con macchina fotografica, che registro l’audio sempre su un altro supporto, solitamente un computer, per cui la componente di trasmissione e ricezione senza fili diventa quasi superflua.

Se invece di mettere nella tasca dell’intervistato una trasmettente infilassi un iPhone (oppure un dispositivo Android) l’occupazione sarebbe la medesima. Anzi, probabilmente sarebbe anche più comodo.

L’unica vera differenza è data dal fatto che, così facendo, non potrei monitorare l’audio con delle cuffie, e, di conseguenza, sarei obbligato a fidarmi dell’ambiente di registrazione e sperare che la persona intervistata non si tocchi il microfono durante il parlato.

Comunque audio e video viaggerebbero su due canali separati, proprio come faccio ora.

A questo punto, dato che risparmieremmo il 95% dell’apparecchiatura (se pensiamo ad un radio microfono di qualità decente), la domanda che dobbiamo farci è: il rischio vale il risparmio?

Probabilmente l’unica soluzione che può essere plausibile, per questo tipo di impianto, è quella che consente di avere un feedback audio su un secondo dispositivo.

Immaginate il seguente setup: la persona intervistata a un microfono collegato a un iPhone.

Un secondo iPhone (o un iPad) si trova invece nei pressi della camera e, con qualche tecnologia senza fili, come per esempio Bluetooth o Wi-Fi, l’audio in ingresso può venire monitorato e ascoltato in cuffia.

Schermata 2014-11-12 alle 09.34.27

Questa soluzione potrebbe essere una sorta di nuovo di Colombo dato che consentirebbe di utilizzare hardware già esistente (a meno dell’acquisto di un microfono) e, dato che comunque l’audio viene registrato senza passare attraverso comunicazioni wireless, eliminare alla base il pericolo di sganci o interferenze di questo tipo.

Anzi, già che ci siamo, si potrebbe monitorare l’audio direttamente con un paio di cuffie Bluetooth.

A questo punto l’unico inconveniente potrebbe derivare dal ritardo introdotto dalla catena di trasmissione, quantificabile secondo me nell’ordine di 50-100 ms., non trascurabile, naturalmente, ma comunque accettabile nell’ottica di monitorare la qualità dell’ascolto.

E voi cosa ne pensate? Potrebbe essere anche per voi una soluzione percorribile?

PodCleaner: come funziona l’auto sincronizzazione?

Una delle feature più interessanti di PodCleaner è quella che consente di sincronizzare in automatico le tracce registrate separatamente. Ma come funziona?

Prima di addentrarci nella discussione tecnica occorre fare una precisazione: ogni partecipante al Podcast deve registrare la propria voce e soltanto la propria voce.

podcleaner_howto.025

In pratica quando sta per iniziare la registrazione del podcast, tutti insieme, più o meno, faranno partire la propria registrazione e registreranno soltanto la propria voce.

Al termine della registrazione ogni partecipante avrà un file in cui è presente solo il proprio contributo.

unsynched files (0-00-00-00)

A questo punto ogni partecipante invierà il file così registrato a chi si occupa del mixaggio, che poi caricherà tutti i file in PodCleaner e farà partire il programma.

podcleaner_howto.026

PodCleaner, oltre a ripulire ogni singola traccia, normalizzarla e eliminare il rumore di fondo, si occuperà di sincronizzare tutti i file.

Il principio su cui si basa il software è molto semplice: mediamente quando ci sono delle discussioni, anche nelle trasmissioni in diretta, quando una persona parla, a meno di leggere sovrapposizioni, tutte le altre stanno zitte.

PodCleaner è dotato di un algoritmo piuttosto efficace che va a calcolare tutte le sovrapposizioni e trova quella per cui suddette sovrapposizioni sono minime.

startingPointOverlaps (0-00-00-00)

minimumOverlaps (0-00-00-00)

A questo punto, per ogni file audio, identifica l’offset che indica quanto dopo deve partire la traccia rispetto all’inizio della sessione.

jo_gap (0-00-00-00)

Infine, PodCleaner salva le tracce separatamente (aggiungendo del silenzio pari all’offset relativo) oppure effettua il mixdown su un file solo.

synched files (0-00-00-00)

Nota: non è necessario che la registrazione parta nello stesso istante su tutti i computer, è previsto un ritardo di fino a 10 minuti per ogni singola traccia, utile nel caso in cui qualche partecipante arrivi dopo un po’ rispetto all’inizio della registrazione.

PodCleaner: le impostazioni di sistema

In questo brevissimo video vediamo quali sono le impostazioni di sistema di PodCleaner:

Credo che, teoricamente, potreste ignorarle tutte tranne una che è ovviamente disattivata di default: quella che consente di inviare una e-mail quando l’elaborazione è terminata, utile se volete lasciare PodCleaner aperto a lavorare e intanto fare altro per poi tornare al computer quando il programma ha terminato l’elaborazione!

Altri tutorial:
Usare PodCleaner con un solo file
Sincronizzare più file con PodCleaner
I settaggi del denoiser

PodCleaner: i settaggi del denoiser

Questo non è propriamente un tutorial, ma spiega come si attiva e quali sono le impostazioni del riduttore di rumore:

Altri tutorial:
Usare PodCleaner con un solo file
Sincronizzare più file con PodCleaner
Le impostazioni di sistema

PodCleaner tutorial #2: come sincronizzare più file

Anche questo è un tutorial molto semplice, in pratica vi fa vedere come si usa PodCleaner per sincronizzare più file, sia tenendoli separati che mirando tutto quanto:

Ancora una volta: più facile a farsi che a mostrarlo! 😀

Altri tutorial:
PodCleaner tutorial #1: usare PodCleaner con un solo file
Le impostazioni di riduzione del rumore di PodCleaner
Le impostazioni di sistema