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Cosa viene dopo PodCleaner?

PodCleaner

Quando è nato PodCleaner, il suo scopo principale era quello di diventare uno strumento da inserire nel flusso di lavoro, tra la registrazione e il montaggio di un podcast, o comunque di un intervento audio parlato:

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Successivamente, anzi quasi subito, PodCleaner ha introdotto la capacità di sincronizzare in automatico le tracce, dunque alleviando anche una buona parte del lavoro di montaggio:

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Il mio obiettivo, con PodCleaner, è stato comunque quello di realizzare un’applicazione, anzi uno strumento, che consentisse di abbassare i tempi, i tempi che seguono la registrazione.

Questo perché solitamente la registrazione di un podcast è la parte più divertente, mentre il montaggio dell’audio quella più noiosa, soprattutto quella a cui i podcast meno “aggraziati”, dedicano meno tempo, con conseguente abbassamento della qualità, qualità percepita dall’ascoltatore.

Editing

Ho sempre pensato che realizzare un podcast ha una componente di editing piuttosto semplice; a meno che non si desideri realizzare delle trasmissioni molto complesse, il montaggio dell’audio di un podcast è cosa relativamente semplice: alcuni tagli, l’inserimento delle musichette (sigla iniziale, finale, alcuni intermezzi) e eventualmente una colonna sonora di sfondo.

In parole povere, secondo me c’è spazio per un’altra applicazione, che possa prendere completamente il controllo della ultima parte del flusso di lavoro, quella di editing:

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Sto parlando di un sistema di editing molto veloce, espressamente pensato per trasmissioni “seriali”, in cui la maggior parte degli asset è comune a tutti gli episodi.

Ebbene, questo è il progetto a cui sto lavorando da qualche settimana, e sta procedendo anche molto, molto velocemente.

Ovviamente c’è già un nome, ma non me lo ripeterò perché non sono ancora convinto che sia quello definitivo, però come sapete il titolo è sempre la prima cosa che scelgo in un nuovo progetto…

Editare un podcast di un’ora in 10 minuti

L’applicazione non è ancora pronta, anche se molti degli strati di software sono già stati realizzati, per esempio quello che consente di creare un nuovo podcast, di creare un nuovo episodio e quello di importare gli asset comuni a tutti gli episodi.

Qui potete vedere un esempio molto primordiale della grafica relativa all’importazione di un asset comune:

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Il motore di riproduzione dei suoni montati funziona molto, molto bene, così come anche la rappresentazione grafica della testina di riproduzione.

Quello che manca, adesso, è l’interfaccia che consenta di aggiungere e togliere clip al montaggio, di spostarle, e di fare tutto nel miglior modo possibile (dove migliore significa molto, molto velocemente).
Il mio obiettivo è semplice: ridurre i tempi di montaggio di un podcast e, eventualmente, anche automatizzare il caricamento su un sito FTP nonché l’aggiornamento del feed.

Ci sto lavorando, molto velocemente, punto di iniziare a distribuire una versione alpha per i miei tester entro sei-otto settimane al massimo.

La prima versione che darò in pasto ai tester probabilmente non consentirà nemmeno il salvataggio del file, ma voglio che l’interfaccia sia ottimizzata prima di passare alla fase definitiva.

Come sempre, state tonnati

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Corso di editing audio (in podcast)

Come forse ben saprete, negli ultimi mesi ho registrato diversi contributi per la mia rubrica Audio Video & Co., per il podcast Apple Horizon, in cui ho parlato di audio, registrazione, applicazione di effetti, mixing ed esportazione.
In molti di voi mi avete chiesto se c’era una sorta di riepilogo di tutto quello di cui ho parlato, e, ovviamente prendendomi il mio mastodontico tempo, ho preparato questa sorta di specchietto:

Prima puntata

Il microfono e l’ambiente di registrazione
Apple Horizon #68
In questa prima puntata parlo dell’ambiente di registrazione, come prepararsi e come impostare il setup, come attutire riverberi.
In più qualche parola su come impostare la voce e quali sono i primi suggerimenti per migliorare “l’attacco”. Parliamo poi della scelta del tipo di microfono, analizzando le diverse opzioni (e i diversi range di costo), e il posizionamento dell’ambiente.
Illustriamo infine il funzionamento del “ragno” (filtro antishock) e del filtro antipop.

Seconda puntata
Il software
Apple Horizon #69
In questa puntata iniziamo a parlare del setup di registrazione sul computer.
Dopo avere visto (ovviamente su un Macintosh) come impostare la registrazione e la sorgente dell’audio, discorreremo un pochettino sul formato di registrazione, frequenza di campionamento e profondità di quantizzazione.
Vengono date anche alcune indicazioni sui software (gratuiti) che si possono usare e le impostazioni di registrazione.
E soprattutto viene spiegato come mai ognuno sente la propria voce registrata come diversa…
Terza puntata

Il montaggio del l’audio
Apple Horizon #70
In questa puntata parliamo dell’editing, Ovverosia del taglia e cuci che si fa sull’audio parlato, vedremo i principali comandi per l’editing dell’audio sia in Audacity che in Garage Band.
Viene anche spiegato il trucco del taglio all’interno delle sillabe.
Ultimo suggerimento: il taglio delle pausa e per mantenere alto il ritmo del parlato.

Quarta puntata
La riduzione del rumore
Apple Horizon #71
in questa puntata vedremo come attenuare il rumore di fondo dovuto alla conversione da analogico e digitale, nonché quello relativo a la stanza in cui si registra.
Prima viene illustrato il funzionamento e come si imposta il noise gate, successivamente, parliamo del denoiser vero e proprio.
Per quanto concerne il noise gateviene spiegato, con anche esempi da ascoltare, il funzionamento del parametrohold e del parametro release, nonché la velocità di attacco con il lookahead.
Per il denoiser vero e proprio, viene spiegato come individuare il room tone.
Vengono spiegati gli algoritmi che sono utilizzati dagli riduttori di rumore e anche quali sono i pericoli di una riduzione troppo intensa quando il rumore non è trascurabile ma è presente anche nelle frequenze del parlato.
Infine parleremo un po’ della trasformazione dei campioni dal dominio del tempo a quello delle frequenze, e come queste trasformazioni possono andare ad intaccare la qualità finale.
Quinta puntata
I filtri: compressione ed equalizzazione
Apple Horizon #72
In questa puntata vedremo come migliorare la qualità, l’intelligibilità, e la ascoltabilità di una voce che parla, ancora una volta con degli esempi pratici che vi fanno sentire l’effetto prima e dopo.
Per il compressore, oltre a spiegare il principio di funzionamento, vedremo come si interviene sull’effetto usando la soglia (threshold) e il rapporto (ratio).
Poi faremo alcune prove con gli esempi, mostrando cosa cambia al suono se si enfatizzano o si abbassano alcune frequenze.
Sesta puntata
Il mixing
Apple Horizon #73

In questa puntata vedremo come mixare insieme più tracce, generalmente una di parlato e una di musica di sottofondo, e come rendere il tutto un insieme armonico, fruibile e perfettamente comprensibile da parte dell’ascoltatore.
Una delle cose assolutamente da non sottovalutare, e la gestione della musica di sottofondo, una di quelle componenti che può rendere il mix assolutamente gradevole oppure, se si sbaglia anche solo di poco, terribilmente inascoltabile…
Verranno date alcune indicazioni su come realizzare musica in loop, come realizzare il ducking, nonché dove trovare (anche a pagamento) musiche e gruppi di musiche già pronti per fare l’intero sound design.
Notare che quando parlo di canale destro e sinistro, per un errore non dipendente dalla mia volontà, la trasmissione, da stereofonica è diventata monofonica, per cui questo particolare effetto non si può percepire.
Settima puntata

Gli algoritmi di compressione audio
Apple Horizon #74
Iniziamo la puntata con una sorta di compendio che racconta la storia della compressione dell’audio, quali sono stati i formati e le idee sfruttate dagli ingegneri per ridurre la dimensione di un file senza andare ad intaccare la qualità percepita.
Perché è necessario comprimere l’audio? Semplicemente perché la banda non è infinita, è storicamente, quando sono stati introdotti i primi formati di compressione, era un bene assolutamente prezioso e non era letteralmente possibile fare passare audio non compresso su una linea di connessione Internet…
Ancora una volta parliamo della trasformazione dal dominio del tempo a quello delle frequenze, parlando della psicoacustica, la branca della scienza che si occupa di studiare come il cervello interpreta le informazioni sonore.
Con un esempio pratico vedremo l’effetto del mascheramento in frequenza, che sta alla base della maggiore efficienza del formato MP3, e il mascheramento temporale, che consente di raddoppiare l’efficacia con il formato AAC.
Vedremo quanto si riesce a comprimere un file sonoro con MP3 e in MP4 (audio) e quali sono i valori di datarate ottimali.

Ottava puntata

Il salvataggio del file e… PodCleaner!
Apple Horizon #75
Vedremo come la compressione del file, che lavora nel dominio delle frequenze, è influenzata anche dagli altri filtri che operano sulle frequenze, come il riduttore del rumore e l’equalizzatore.
Ascolteremo anche degli esempi (non solo di parlato, ma con anche delle musiche) in cui si evidenziano gli effetti della compressione a perdita di qualità e degli artefatti di compressione.
Al termine di questo piccolo e semplice “corso” di registrazione e post produzione audio, mi sono permesso anche di fare un po’ di pubblicità a PodCleaner, che, per certi versi, soprattutto per la parte di filtraggio, può risultare un’ottima soluzione per chiunque voglia effettuare delle buone registrazioni senza lambiccarsi troppo il cervello in parametri e configurazioni.
Di PodCleaner abbiamo parlato più e più volte, e, in caso, vi rimando a tutti gli articoli che ho scritto nel mio blog.

[TYSK] Un’infografica sul mondo del montaggio video

Come al solito cito l’ottimo FCP.co, che ognuno di voi dovrebbe avere tra i “preferiti della prima mattina”: quelli che si leggono durante la colazione. Questa volta l’articolo (molto interessante) parla di un’indagine di mercato che è stata svolta tra chi si occupa di montaggio video di documentari, e riassunta, come è di moda tra voi Ciòvani, in una simpatica infografica.

Ovviamente rubo a mani basse e vi linko bellamente il link dell’infografichetta, così che ci fate un giro a schermo pieno!

Prendete ovviamente il tutto con le doverose molle pinzate: si tratta di una ricerca di mercato fatta nel Nord America, con tutti i bias del caso. Interessante però per due motivi:

  • Final Cut Pro 7 è ancora usato praticamente più di qualunque altro software di montaggio.
  • Final Cur Pro 7 e X, sommati, sono usati più di tutti gli altri software di montaggio messi insieme.
  • La camera più usata dai colleghi USA & Co è la Canon EOS C300.
  • Mac è la piattaforma per il montaggio video usata nel 91% dei casi; significa che 9 studi di montaggio su 10 fondano il loro business su Apple.

Analizziamo meglio la cosa: se il 91% usa Apple e il 71% usa FCPX e 2/3 di questo 71% usa ancora Final Cut 7… Il 43% di chi fa video nel blocco USA/Canada sta ancora maledicendo Apple per essere passata a iMovie Pro.

L’altro giorno mi stavo riguardando la presentazione di Randy Ubillos su iMovie ’09. E sapete che c’è? che Final Cut Pro X è veramente iMovie Pro.

La domanda che ci dobbiamo fare è semplicemente: questo suffisso “Pro” è davvero così Pro? Per quanto mi riguarda la risposta è sì. Ma mi piacerebbe sapere che ne pensate voi…

Montare un podcast audio con Final Cut Pro X

Siamo tornati con una nuova puntata di video di Video DiggaZ: in questa episodio parleremo di come montare un podcast audio utilizzando il programma di montaggio video Final Cut Pro X.

Video DiggaZ 2x02 cover

E già qui posso sentire il coro di proteste: come è possibile pensare che sia sensato montare dell’audio utilizzando un programma video? In effetti in prima analisi questa potrebbe sembrare una perdita di tempo e uno spreco di risorse. Le potenzialità delle clip innestate è del multicamera di Final Cut Pro X, però, consentono uno stile di lavorazione decisamente nuovo e particolarmente efficace. Quella che propongo, infatti, non è una soluzione definitiva ma una spiegazione del mio metodo di lavoro.

In questa breve puntata, siamo nell’ordine dei 15 minuti, Alex Raccuglia effettuerà una piccola introduzione teorica in cui spiegherà le differenze tra un evento multicamera e un evento distribuito come un podcast audio. Chi si occupa di podcast infatti sa benissimo che la soluzione per raggiungere la migliore qualità è quella in cui ogni partecipante registra la propria traccia audio e solo alla fine queste vengono combinate insieme, mantenendo un rapporto qualitativo elevato.

Credo che sia doveroso qui aprire una parentesi: se non si utilizzano strumenti di teleconferenza professionali, e dunque a pagamento, la qualità della connessione audio è molto variabile. Non appena il numero di partecipanti al podcast sale sopra i due si verificano diversi problemi di trasmissione: perdita di segnale, abbassamento della qualità al di sotto della soglia telefonica, ritardi. Questo degrado può essere accettabile durante la conversazione, ma se si ascolta. Podcast in differita questi piccoli difetti, sommati tra loro, generano una puntata difficilmente ascoltabile da parte degli spettatori.

Non solo: se si registrano insieme tutte le tracce non è possibile aggiungere effetti o effettuare una pulizia delle singole componenti. In IPN infatti applichiamo filtri, equalizzazione e compressioni diverse però ogni singola voce.

Una volta sincronizzate le tracce audio dei partecipanti vedremo come utilizzare gli strumenti di editing sonori e Final Cut Pro X per procedere ad un montaggio molto veloce e molto efficiente.

Potete scaricare da questo link la puntata del podcast:

Mentre questo è il video su YouTube:

Senza pubblico

Schermata 03-2456372 alle 11.21.29Ieri sera ho registrato una nuova puntata del mio video podcast. Sì, lo so, erano ormai almeno sei mesi che non lo facevo. Non è che non avessi argomenti, semplicemente non avevo tempo, o, meglio, non avevo risorse… Ma non è di questo che vi voglio parlare oggi.

Ho registrato questo podcast, la cui durata montata finale è di circa 15 minuti, in una mezz’ora circa. Invece di essere nel mio solito studio ero nel mio appartamento, nella stanza dedicata al computer. Io, da solo, la mia fotocamera per riprendermi e la maggior parte del tempo l’ho passata parlando al microfono e mostrando cose sullo schermo del computer. E vorrei sottolineare: da solo.

Mi sono accorto che se non ho un interlocutore davanti il mio tono di voce è molto più basso, molto più contenuto. Un po’ come se stessi parlando da solo davanti ad un microfono, quasi vergognandomi della cosa. Quando ho uno pubblico, invece, il mio tono di voce è molto più alto, molto più energico, e ho la tendenza a dire un sacco di cavolate, e di comportarmi come un pagliaccio. Un po’ come se fossi su un palcoscenico. Mentre ieri sera ero da solo nella mia stanza a parlare, è il mio modo di pormi era completamente diverso.

Ma non è tutto qui: ho preparato nella mia testa questo podcast da qualche giorno, ripassando in automobile gli argomenti e la scaletta, ma non solo, parlando da solo a voce alta durante il viaggio tra casa e ufficio immaginandomi di avere un pubblico; e in quel caso riuscivo ad essere più energico, più vitale, persino più simpatico, per quanto possa esserlo io, notoriamente antipatico al limite dell’odioso… Provare e riprovare in automobile mi ha fatto anche percorrere alcuni punti che, durante la registrazione di ieri, ho trattato di modo più superficiale, meno approfondito. Niente di grave: non sono cose che non hanno inficiato in maniera pesante la qualità o l’elenco dei contenuti della puntata; però, forse, se invece di durare 15 minuti la puntata ne fosse durata 18, sarei riuscito a renderla ancora più ricca e divertente. Diciamo che il mio modo di pormi ha influito sullo stato d’animo con cui ho affrontato questo podcast, e per cui non sono riuscito a metterci dentro tutta l’energia e tutto quello che volevo infilarci.

Anche se credo che la puntata sia molto, molto interessante (anche se dedicata ad un pubblico piuttosto ristretto) penso che, d’ora in avanti, quando registrerò qualche puntata, io dovrò dotarmi di un pubblico, uno o due persone, preferibilmente che conoscono un po’ l’argomento che vado a trattare. Non sono ancora arrivato al punto in cui io possa sentire di avere una comunicazione empatica con qualcuno che non vedo direttamente. Forse può bastare una diretta in Hangout, un live streaming. Dovrei pensarci per la prossima volta: organizzare anche solo in camera mia una telecamera e un evento in diretta.

E a questo punto chiedo a voi, gentili lettori di questo striminzito blog, se la cosa può interessarvi. Voi che ne dite?

Ah, dimenticavo, non vi ho anticipato l’argomento della puntata: si tratta di una veloce panoramica di come utilizzare Final Cut Pro X per montare un podcast audio. Lo so che può sembrare una mezza eresia, ma alcuni strumenti di editing di Final Cut Pro X, Secondo me, sono perfetti per chi deve montare molto velocemente ma anche con un elevato livello di accuratezza, un podcast registrato da più persone contemporaneamente. Il tempo di creare una nuova sigla, oggi durante la pausa pranzo, di avere l’autorizzazione delle persone coinvolte in questo podcast e la puntata sarà disponibile sui soliti canali…