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BUONE FESTE!

Tanti, tanti, tanti auguri di buone feste!

E un piccolo video per riderci sopra un po’…

Il mio ultimo lavoro: il booktrailer di “il regista”, di Elisabetta Cametti

Ciao a tutti, in effetti da tanto tempo che non scrivo queste parole “il mio ultimo lavoro”, non è che sia rimasto con le mani in mano, solo negli ultimi tempi ho lavorato molto sul fronte “business to business“, per cui moltissime delle cose che facevo non erano pubblicabile.

Invece oggi, finalmente, ho il piacere di presentarvi l’ultimo lavoro che ho realizzato, il booktrailer per il libro “Il regista” di Elisabetta Cametti.

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Come per gli altri booktrailer che ho realizzato (quasi sempre per lei) ho ricevuto dall’autrice una traccia ben precisa per quanto concerne il copy, ma assoluta libertà dal punto di vista dell’interpretazione visiva.

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Ho letto e riletto il copy e ogni volta che lo facevo avevo sempre più l’idea di un progetto dalla grafica molto stilizzata, essenziale, che abbandonasse i canoni di realismo e di verosimiglianza, per arrivare ad una rappresentazione più iconica dei soggetti immaginati.

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A un certo punto, ispirato da alcuni film che negli ultimi 10-15 anni hanno sfruttato il digitale per un impianto estetico particolare, stilizzato, grafico (penso a 300, a Sky Captain and the world of tomorrow e a Sin City), ho pensato di inserire tutte le ambientazioni all’interno di quello che poteva essere un fumetto, una graphic Novel, qualcosa che potesse rappresentare con pochissimi tratti, con la più pura essenzialità, l’azione.

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Ed ecco allora l’idea: virare ogni azione al bianco e nero, sfruttando un contrasto elevatissimo eventualmente separando un solo colore, quello più consono alla comunicazione e visualizzare ogni scena come se fosse un quadro animato.

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Ma bando alle ciance, guardatevi questo trailer (ovviamente se ingrandite l’immagine a pieno schermo ne godrete di più…):

Mi sono reso conto che, al momento di dettare queste cose a Siri, ogni singola inquadratura di questo booktrailer ha dentro di sé una storia e una sua filosofia, che la rende, in maniera molto megalomane, già piacevole di suo, ma ben inserita nel contesto.

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Lasciatemi dire: secondo me c’è una gran bella regia in questo progetto, in questo prodotto.

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Ho deciso allora di scrivere un articolo per ogni inquadratura di questo booktrailer, raccontando della genesi e come si inserisce nel flusso narrativo del video stesso.

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Vi lascio allora con alcune immagini “dietro le quinte” (anche se si può parlare così anche di cose digitali?) e vi rimando i prossimi giorni nei quali, insieme alle #bignette, vi lustro come sono state realizzate tutte queste scene.

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Non è scattato l’applauso, ma me lo merito (citando il capolavoro di Antonio albanese).

Videoludica: una questione di stile (e sangue)

Quando Simone (Pizzi) mi ha comunicato che avrebbe chiuso i podcast sui giochi, Dietrologia e Archeologia, una parte di me è morta, perché sono i podcast che ascoltavo da sempre, i primi che ho scoperto sul mondo della comunicazione “dal basso”.

Mi ha detto anche, però che dalle ceneri di tutte queste trasmissioni ne sarebbe sorta un altra, più essenziale, a tratti, per certi tratti, minimalista, meno assoggettata a certe logiche che chiamare “di potere” sarebbe ridicolo, dato che alla fine sempre di guerra tra i poveri si tratta.

Ho avuto l’onore e il piacere di poter partecipare all’ultima puntata di Dietrologia Videoludica, che avrebbe fatto da ponte verso questa nuova trasmissione, e di conseguenza mi sono proposto al gruppo degli speaker per realizzare gli artwork e la veste grafica di questo nuovo progetto.

Videoludica doveva essere un podcast che tornava a un certo tipo di origini, senza peli sulla lingua e senza la fottuta dannata paura di dire qualcosa che qualcuno avrebbe potuto prendere in malo modo.

Libero.

E sulla base di questa essenzialità, dato che comunque si trattava di un podcast di videogiochi, ho pensato di prendere il simbolo stesso del gioco, un joypad, e di trasformarlo nel suo tratto più essenziale:

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Però volevo riportare questa cosa ad uno stile più incisivo, più tagliente, meno hipster, per cui sono tornato al decennio precedente e ho estruso questa forma in modo da renderla tridimensionale:

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Ma non era abbastanza, questo joystick stilizzato e poi reso in 3D (di conseguenza una contraddizione in termini estetici) non era abbastanza tagliente e per quanto mi riguarda, nonostante non avesse i bordi smussati.

Ed è per questo motivo che ho deciso di prendere questa maledetta macchia di sangue:

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Ed infilarla sul pad stesso, per andare a sottolineare il fatto che quella di videogiochi è un’industria che non ha lo scopo di sfornare arte ma di creare un pubblico di compratori in modo da ritornare ad essere sia il primo che l’ultimo anello della catena alimentare:

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I videogiochi sono belli, ma sono anche un ambiente di merda, come sono di merda tutti gli ambienti in cui circola più di un centesimo di petroldollaro.

Per quanto concerne la scelta del font, dato che non è che si va a mode, ma a tendenze di gusti (strettamente personali), non ho potuto fare altro che scegliere questo meraviglioso Aviano Sans:

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Poi però mi sono spinto oltre, a cercare di ricreare altri artwork, in previsione dell’uscita della prima puntata, anzi prim’ancora dell’annuncio dell’esistenza del podcast stesso.

Ed ecco l’ingrandimento della macchia di sangue, in modo da renderla il protagonista assoluto dell’inquadratura, senza far capire che si trova spalmata violentemente su una strumento da gioco:

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Videoludica nasce con il sangue, nel sangue, e il sangue diventa protagonista ancor più di questo joypad stilizzato in tre dimensioni, il sangue da piccola macchia di contorno diventa l’unico soggetto di questo podcast, una violenza visiva, cruda, acida, bastarda.

Ed è per questo motivo che da questo sangue poi sono partito per creare prima di tutto uno sfondo da scrivania grezzo, rovinato, consumato, partendo da una texture di quelle che si comprano a poco prezzo, quando proprio non si riesce a scattare una fotografia:

videoludica wallpaper

La macchia di sangue torna ad essere messa in un angolo, ma è proprio quella che, anche se non è inquadrata in pieno, rappresenta il vero soggetto di questo stile estetico: è sempre lì a ricordarci che c’è, che il sangue è l’unica vera costante dell’evoluzione umana, il sangue è guerra, il sangue è morte, il sangue è evoluzione.

E così, alla fine, sono nati anche i poster dei quattro conduttori del podcast, ancora una volta incisi come per sbaglio su una pietra rovinata e comunque macchiati da quel sangue di cui l’intera umanità non può fare a meno e che l’intera umanità non può lavarsi via:

giuseppe caso

simone pizzi marco gualdi carlo burigana

Il sangue come un peccato originale che non possiamo cancellare, ché non c’è redenzione, non c’è salvezza.

Il sangue è l’emblema stilistico delle nostre ferite, della nostra sofferenza, della nostra morte, e di conseguenza dell’intera nostra vita.

Ho alla fine avuto la presunzione di infilare anche la mia brutta faccia in uno di questi poster, anche se in questa trasmissione non sono presente fisicamente, la sento comunque un po’ figlia mia, perché anch’io c’ho messo il (mio) sangue:

alex raccuglia

Dopo tutte queste seghe mentali, vi lascio volentieri all’ascolto della prima puntata di Videoludica, un podcast alternativo sul mondo dei videogiochi, un podcast nuovo fatto da gente che questo “mestiere” lo fa da anni, forse prima di chiunque altro.

Siamo libri di sangue”

È uscito PodCleaner 1.2!

Ciao a tutti, senza tanto rumore ieri ho fatto uscire la versione 1.2 di PodCleaner, che ha due grandi novità:

  • Un’interfaccia utente rinnovata per le impostazioni dei parametri
  • Un nuovo motore di sincronizzazione di file.
Nuova interfaccia utente

Per semplificare un po’ la schermata principale di PodCleaner ho pensato di raggruppare tutte le impostazioni di cancello di rumore, equalizzatore e compressore in un’unica interfaccia cui si accede premendo il pulsante setup:

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Questo pulsante apre questa serie di schermate che, molto similmente a quanto accadeva prima, consentono di impostare tutti i parametri in questione.

Questi sono i parametri del noise gate:

PodCleaner noise gate

Questi sono i parametri del compressore:

PodCleaner compressore

Questi sono i parametri del riduttore di pausePodCleaner riduttore di pause:

E infine questo è l’equalizzatore:

PodCleaner equalizzatore

Come potete vedere si può passare da una sezione all’altra mediante delle TAB poste in alto.

Il nuovo motore di sincronizzazione

Molto più importante, secondo me, è il nuovo motore di sincronizzazione delle tracce audio.

Uno dei più grandi difetti, anzi di limiti della versione precedente del motore di sincronizzazione era data dal fatto che prevedeva che, più o meno, tutti i partecipanti al podcast iniziassero nello stesso istante a registrare, con una differenza di al massimo 10 minuti:

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Inoltre se uno dei partecipanti, per qualche motivo, Fosse costretto a interrompere la registrazione e a ricominciare la dopo, il motore di sincronizzazione non sarebbe riuscito a fare nulla:

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Si tratta di due situazioni che, volenti o nolenti, si verificano ogni tanto quando si registrano dei podcast.

Devo ringraziare Mario D’Amore perché, proprio per questi motivi, mi ha fatto accendere una lampadina qualche mese fa, quando, nell’arco di un solo pomeriggio, ho riscritto questo motore.

Non è stato tanto difficile modificare il software, ma ho dovuto lavorare un po’ sull’interfaccia in modo da gestire queste problematiche.

Impostazione dei parametri del motore di sincronizzazione

Facciamo una nuova ipotesi: abbiamo registrato un podcast in tre persone, Alex, Leonardo e Cristiano, però si sono verificati due inconvenienti: Cristiano è arrivato a parlare con noi dopo 40 minuti, mentre Leonardo ha avuto un problema e ha dovuto interrompere la sua registrazione e farla ripartire:

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Abbiamo dunque nominato i nostri file come indicato nella figura.

Apriamo PodCleaner e carichiamo i quattro file come indicato:

PodCleaner 1.2

Successivamente Clicchiamo su questo pulsante:

podcleaner_12.005

Si aprirà questa nuova schermata che consente di effettuare delle impostazioni ulteriori al motore di sincronizzazione:

PodCleaner 1.2

Come potete vedere, subito a destra del nome di ogni file, sono presenti due colonne con dei campi numerici, una che indica il range di ricerca è una l’offset:

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Range di ricerca

Il range di ricerca serve a specificare a PodCleaner quanto deve spostarsi prima e dopo, per testare la massima compatibilità dei file:

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Quando si registra un podcast e, con un segnale, tutti i partecipanti fanno partire la registrazione, quasi in sincronia, possiamo lasciare il range di ricerca al minimo: anche solo un minuto, per podcast di durata superiore ai cinque minuti questo è assolutamente perfetto e consente di raggiungere la massima sincronizzazione.

Alziamo questo valore a cinque minuti quando non siamo esattamente sicuri che tutti abbiamo premuto il pulsante di registrazione contemporaneamente, anche se dovrebbe essere una situazione più che rara.

Ovviamente possiamo impostare questo valore separatamente per ogni file, ovverosia per ogni traccia.

Offset

Quando invece uno dei partecipanti si unisce al podcast dopo un po’, per esempio dopo circa 40 minuti, possiamo indicare questa cosa nel campo offset: in questo campo specifichiamo a PodCleaner che la traccia è relativa ad una persona che si è unita dopo tot minuti.

Nel nostro caso Cristiano, che si è unito al podcast dopo 40 minuti, indichiamo che la traccia in questione ha questo offset:

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Tracce interrotte

Nel caso di Leonardo, che ha dovuto interrompere, abbiamo, come indicato, due file, che dovrebbero essere in qualche modo “consecutivi”.

Intendo dire “consecutivi” perché la seconda parte de consecutivi” perché il secondo file viene in qualche modo dopo il primo, dopo una pausa di qualche istante, di cui non possiamo però essere certi.

Quello che dobbiamo fare è specificare nella parte destra dell’interfaccia che il secondo file le virgolette segue” il primo: indicandolo con questo pulsante radio:

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Questa indicazione dice essenzialmente che il file 3 (il file della seconda parte di Cristiano) segue il file 2 (il file della prima parte).

In questo modo stiamo dicendo a PodCleaner che il secondo file segue il primo.

Anche in questo caso dobbiamo specificare una range di ricerca, più o meno ampio a seconda di quanto tempo ha impiegato Leonardo a fare ripartire la traccia:

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Generalmente questo valore è molto basso (un minuto) nel caso in cui si sia verificata un’interruzione ma senza il riavvio del computer, mentre possiamo farlo salire a tre-cinque minuti se si è dovuto effettuare un reebot.

Cosiderazioni finali e prossimi passi

Come potete vedere PodCleaner è un progetto vivo e in continua evoluzione: stiamo lavorando in maniera molto efficiente alla prossima versione, da 1.3, che introdurrà una serie di bug Fix nonché una nuova interfaccia con un “mago” per semplificare le operazioni da parte di utenti alle prime armi.

PodCleaner 1.2 è un aggiornamento gratuito per tutti i possessori delle versioni precedenti.

Vi ricordo che PodCleaner può essere scaricato ed utilizzato liberamente in tutte le sue funzioni per 15 giorni dal sito PodCleaner.com.

Corso di editing audio (in podcast)

Come forse ben saprete, negli ultimi mesi ho registrato diversi contributi per la mia rubrica Audio Video & Co., per il podcast Apple Horizon, in cui ho parlato di audio, registrazione, applicazione di effetti, mixing ed esportazione.
In molti di voi mi avete chiesto se c’era una sorta di riepilogo di tutto quello di cui ho parlato, e, ovviamente prendendomi il mio mastodontico tempo, ho preparato questa sorta di specchietto:

Prima puntata

Il microfono e l’ambiente di registrazione
Apple Horizon #68
In questa prima puntata parlo dell’ambiente di registrazione, come prepararsi e come impostare il setup, come attutire riverberi.
In più qualche parola su come impostare la voce e quali sono i primi suggerimenti per migliorare “l’attacco”. Parliamo poi della scelta del tipo di microfono, analizzando le diverse opzioni (e i diversi range di costo), e il posizionamento dell’ambiente.
Illustriamo infine il funzionamento del “ragno” (filtro antishock) e del filtro antipop.

Seconda puntata
Il software
Apple Horizon #69
In questa puntata iniziamo a parlare del setup di registrazione sul computer.
Dopo avere visto (ovviamente su un Macintosh) come impostare la registrazione e la sorgente dell’audio, discorreremo un pochettino sul formato di registrazione, frequenza di campionamento e profondità di quantizzazione.
Vengono date anche alcune indicazioni sui software (gratuiti) che si possono usare e le impostazioni di registrazione.
E soprattutto viene spiegato come mai ognuno sente la propria voce registrata come diversa…
Terza puntata

Il montaggio del l’audio
Apple Horizon #70
In questa puntata parliamo dell’editing, Ovverosia del taglia e cuci che si fa sull’audio parlato, vedremo i principali comandi per l’editing dell’audio sia in Audacity che in Garage Band.
Viene anche spiegato il trucco del taglio all’interno delle sillabe.
Ultimo suggerimento: il taglio delle pausa e per mantenere alto il ritmo del parlato.

Quarta puntata
La riduzione del rumore
Apple Horizon #71
in questa puntata vedremo come attenuare il rumore di fondo dovuto alla conversione da analogico e digitale, nonché quello relativo a la stanza in cui si registra.
Prima viene illustrato il funzionamento e come si imposta il noise gate, successivamente, parliamo del denoiser vero e proprio.
Per quanto concerne il noise gateviene spiegato, con anche esempi da ascoltare, il funzionamento del parametrohold e del parametro release, nonché la velocità di attacco con il lookahead.
Per il denoiser vero e proprio, viene spiegato come individuare il room tone.
Vengono spiegati gli algoritmi che sono utilizzati dagli riduttori di rumore e anche quali sono i pericoli di una riduzione troppo intensa quando il rumore non è trascurabile ma è presente anche nelle frequenze del parlato.
Infine parleremo un po’ della trasformazione dei campioni dal dominio del tempo a quello delle frequenze, e come queste trasformazioni possono andare ad intaccare la qualità finale.
Quinta puntata
I filtri: compressione ed equalizzazione
Apple Horizon #72
In questa puntata vedremo come migliorare la qualità, l’intelligibilità, e la ascoltabilità di una voce che parla, ancora una volta con degli esempi pratici che vi fanno sentire l’effetto prima e dopo.
Per il compressore, oltre a spiegare il principio di funzionamento, vedremo come si interviene sull’effetto usando la soglia (threshold) e il rapporto (ratio).
Poi faremo alcune prove con gli esempi, mostrando cosa cambia al suono se si enfatizzano o si abbassano alcune frequenze.
Sesta puntata
Il mixing
Apple Horizon #73

In questa puntata vedremo come mixare insieme più tracce, generalmente una di parlato e una di musica di sottofondo, e come rendere il tutto un insieme armonico, fruibile e perfettamente comprensibile da parte dell’ascoltatore.
Una delle cose assolutamente da non sottovalutare, e la gestione della musica di sottofondo, una di quelle componenti che può rendere il mix assolutamente gradevole oppure, se si sbaglia anche solo di poco, terribilmente inascoltabile…
Verranno date alcune indicazioni su come realizzare musica in loop, come realizzare il ducking, nonché dove trovare (anche a pagamento) musiche e gruppi di musiche già pronti per fare l’intero sound design.
Notare che quando parlo di canale destro e sinistro, per un errore non dipendente dalla mia volontà, la trasmissione, da stereofonica è diventata monofonica, per cui questo particolare effetto non si può percepire.
Settima puntata

Gli algoritmi di compressione audio
Apple Horizon #74
Iniziamo la puntata con una sorta di compendio che racconta la storia della compressione dell’audio, quali sono stati i formati e le idee sfruttate dagli ingegneri per ridurre la dimensione di un file senza andare ad intaccare la qualità percepita.
Perché è necessario comprimere l’audio? Semplicemente perché la banda non è infinita, è storicamente, quando sono stati introdotti i primi formati di compressione, era un bene assolutamente prezioso e non era letteralmente possibile fare passare audio non compresso su una linea di connessione Internet…
Ancora una volta parliamo della trasformazione dal dominio del tempo a quello delle frequenze, parlando della psicoacustica, la branca della scienza che si occupa di studiare come il cervello interpreta le informazioni sonore.
Con un esempio pratico vedremo l’effetto del mascheramento in frequenza, che sta alla base della maggiore efficienza del formato MP3, e il mascheramento temporale, che consente di raddoppiare l’efficacia con il formato AAC.
Vedremo quanto si riesce a comprimere un file sonoro con MP3 e in MP4 (audio) e quali sono i valori di datarate ottimali.

Ottava puntata

Il salvataggio del file e… PodCleaner!
Apple Horizon #75
Vedremo come la compressione del file, che lavora nel dominio delle frequenze, è influenzata anche dagli altri filtri che operano sulle frequenze, come il riduttore del rumore e l’equalizzatore.
Ascolteremo anche degli esempi (non solo di parlato, ma con anche delle musiche) in cui si evidenziano gli effetti della compressione a perdita di qualità e degli artefatti di compressione.
Al termine di questo piccolo e semplice “corso” di registrazione e post produzione audio, mi sono permesso anche di fare un po’ di pubblicità a PodCleaner, che, per certi versi, soprattutto per la parte di filtraggio, può risultare un’ottima soluzione per chiunque voglia effettuare delle buone registrazioni senza lambiccarsi troppo il cervello in parametri e configurazioni.
Di PodCleaner abbiamo parlato più e più volte, e, in caso, vi rimando a tutti gli articoli che ho scritto nel mio blog.

Il mio ultimo video: Heart Box

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Prima che pensiate che ormai faccio solo vignette in cui c’è una rappresentazione grafica (più bella) di me, ecco a voi, con grande piacere, che vi presento il mio ultimo lavoro: il video musicale “Heart Box” dei fantastici Love Frame:

Non fate i cacconi e guardatevelo a schermo intero!

Abbiamo iniziato lavorare su questo video diversi mesi fa, vagliando diverse ipotesi ed affinando la struttura visiva dei quattro minuti che vedete qui, nel corso delle settimane.

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Abbiamo girato in Studio Stendhal a novembre, per il 70% su sfondo nero e per il restante 30% su green screen, utilizzando per tutto il video la fantastica Canon EOS 7D Mark II, Messoci a disposizione gentilmente da Canon stessa!

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Ci sono tante persona che vorrei ringraziare e sono tutte segnate nei crediti del video su YouTube. Ciononostante sono volutamente e moralmente obbligato a farlo anche qui, perché senza ognuno di loro questo video non sarebbe stato lo stesso, anzi, probabilmente non sarebbe nemmeno arrivato a concludersi:

Una produzione Deltaframe
Alex Raccuglia (regia + post)
Claudia Maravalle (makeup)
Lorenzo Giordano (aiuto regia)
Gianni Troiano (camera)
Giovanna Sala (camera equipment)
Gianluca Sanna (foto)
E tante grazie a: Micaela Romano, Luca Pianigiani, Canon Italia
Girato interamente con Canon EOS 7D mark II

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Certo, ci sarebbero un sacco di cose da dire e da mostrare, e probabilmente più avanti un paio di tutorial su come abbiamo fatto le esplosioni di particelle nel ritornello o gli occhi neri di Dave ci possono anche stare. Vedremo…

Ah, un sentito grazie a Jo, che come qualche anno fa, mi ha prestato le Lensbaby!

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Grazie a tutti voi, grazie soprattutto ai Love Frame che mi danno l’occasione di giocare con le immagini come non potrei fare altrimenti… ❤️