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Il capo (#396)

Il capo

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Gloria a trackFinger!

Questa mattina, come sempre, mi sono svegliato e ho aperto il mio a iPad per vedere cosa è successo nel mondo durante la notte (leggasi sfogliare la timeline di Twitter).

Con mia grande sorpresa ho trovato tanti tweet relativi a trackFinger for After Effects, qualcuno che chiedeva informazioni e qualcun altro che rispondeva che la nostra app funziona, funziona anche bene.

La cosa che più mi ha inorgoglito, però, è stato questo tweet di questa persona, Stu Maschwitz, che magari molti di voi non conoscono, ma che per quanto mi riguarda è uno dei miei eroi:

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Insomma, trackFinger è un’app molto particolare, il 99,9% delle persone non capirà mai a cosa serve, ma per quell’una persona su mille si tratta di uno strumento che consente di migliorare il proprio lavoro, di farlo più velocemente.

E quando scopre di avere lavorato per una nicchia, ma per quella nicchia hai lavorato davvero bene…

Beh, oggi la mia giornata inizia con un gran bel sorriso! E volevo condividerlo con voi.

Registrare audio per interviste con un telefono

Nota: questo articolo è aggiornato con questa recensione di IK Multimedia iRig Pre.

Questa mattina mi sono imbattuto in questo interessantissimo video, il video presenta un’app per iPhone e iPad, ma la cosa su cui vorrei che ci concentrassimo tutti è, invece, il microfono che viene utilizzato:

La qualità dell’audio, come potete sentire, è più che dignitosa.

Il microfono utilizzato è questo, che su Amazon, viene a costare poco meno di € 60:

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In pratica il costo di un’apparecchiatura per un radio microfono si abbassa dai € 200 (minimo per un prodotto tra l’altro non del tutto soddisfacente) ai € 60 rinunciando a trasmittente e ricevitore.

Ma è ancora necessario trasmettere e ricevere l’audio?

Mi sono reso conto, negli ultimi tre anni, da quando ormai produco qualsiasi cosa con macchina fotografica, che registro l’audio sempre su un altro supporto, solitamente un computer, per cui la componente di trasmissione e ricezione senza fili diventa quasi superflua.

Se invece di mettere nella tasca dell’intervistato una trasmettente infilassi un iPhone (oppure un dispositivo Android) l’occupazione sarebbe la medesima. Anzi, probabilmente sarebbe anche più comodo.

L’unica vera differenza è data dal fatto che, così facendo, non potrei monitorare l’audio con delle cuffie, e, di conseguenza, sarei obbligato a fidarmi dell’ambiente di registrazione e sperare che la persona intervistata non si tocchi il microfono durante il parlato.

Comunque audio e video viaggerebbero su due canali separati, proprio come faccio ora.

A questo punto, dato che risparmieremmo il 95% dell’apparecchiatura (se pensiamo ad un radio microfono di qualità decente), la domanda che dobbiamo farci è: il rischio vale il risparmio?

Probabilmente l’unica soluzione che può essere plausibile, per questo tipo di impianto, è quella che consente di avere un feedback audio su un secondo dispositivo.

Immaginate il seguente setup: la persona intervistata a un microfono collegato a un iPhone.

Un secondo iPhone (o un iPad) si trova invece nei pressi della camera e, con qualche tecnologia senza fili, come per esempio Bluetooth o Wi-Fi, l’audio in ingresso può venire monitorato e ascoltato in cuffia.

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Questa soluzione potrebbe essere una sorta di nuovo di Colombo dato che consentirebbe di utilizzare hardware già esistente (a meno dell’acquisto di un microfono) e, dato che comunque l’audio viene registrato senza passare attraverso comunicazioni wireless, eliminare alla base il pericolo di sganci o interferenze di questo tipo.

Anzi, già che ci siamo, si potrebbe monitorare l’audio direttamente con un paio di cuffie Bluetooth.

A questo punto l’unico inconveniente potrebbe derivare dal ritardo introdotto dalla catena di trasmissione, quantificabile secondo me nell’ordine di 50-100 ms., non trascurabile, naturalmente, ma comunque accettabile nell’ottica di monitorare la qualità dell’ascolto.

E voi cosa ne pensate? Potrebbe essere anche per voi una soluzione percorribile?