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Il capo (#456)

Questa è successa 10 minuti fa. E OGNI PAROLA CHE SENTITE USCIRE DALLA BOCCA DI MIKICONTRO È STATA RIPORTATA COSÌ COM’ERA!

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Corso di editing audio (in podcast)

Come forse ben saprete, negli ultimi mesi ho registrato diversi contributi per la mia rubrica Audio Video & Co., per il podcast Apple Horizon, in cui ho parlato di audio, registrazione, applicazione di effetti, mixing ed esportazione.
In molti di voi mi avete chiesto se c’era una sorta di riepilogo di tutto quello di cui ho parlato, e, ovviamente prendendomi il mio mastodontico tempo, ho preparato questa sorta di specchietto:

Prima puntata

Il microfono e l’ambiente di registrazione
Apple Horizon #68
In questa prima puntata parlo dell’ambiente di registrazione, come prepararsi e come impostare il setup, come attutire riverberi.
In più qualche parola su come impostare la voce e quali sono i primi suggerimenti per migliorare “l’attacco”. Parliamo poi della scelta del tipo di microfono, analizzando le diverse opzioni (e i diversi range di costo), e il posizionamento dell’ambiente.
Illustriamo infine il funzionamento del “ragno” (filtro antishock) e del filtro antipop.

Seconda puntata
Il software
Apple Horizon #69
In questa puntata iniziamo a parlare del setup di registrazione sul computer.
Dopo avere visto (ovviamente su un Macintosh) come impostare la registrazione e la sorgente dell’audio, discorreremo un pochettino sul formato di registrazione, frequenza di campionamento e profondità di quantizzazione.
Vengono date anche alcune indicazioni sui software (gratuiti) che si possono usare e le impostazioni di registrazione.
E soprattutto viene spiegato come mai ognuno sente la propria voce registrata come diversa…
Terza puntata

Il montaggio del l’audio
Apple Horizon #70
In questa puntata parliamo dell’editing, Ovverosia del taglia e cuci che si fa sull’audio parlato, vedremo i principali comandi per l’editing dell’audio sia in Audacity che in Garage Band.
Viene anche spiegato il trucco del taglio all’interno delle sillabe.
Ultimo suggerimento: il taglio delle pausa e per mantenere alto il ritmo del parlato.

Quarta puntata
La riduzione del rumore
Apple Horizon #71
in questa puntata vedremo come attenuare il rumore di fondo dovuto alla conversione da analogico e digitale, nonché quello relativo a la stanza in cui si registra.
Prima viene illustrato il funzionamento e come si imposta il noise gate, successivamente, parliamo del denoiser vero e proprio.
Per quanto concerne il noise gateviene spiegato, con anche esempi da ascoltare, il funzionamento del parametrohold e del parametro release, nonché la velocità di attacco con il lookahead.
Per il denoiser vero e proprio, viene spiegato come individuare il room tone.
Vengono spiegati gli algoritmi che sono utilizzati dagli riduttori di rumore e anche quali sono i pericoli di una riduzione troppo intensa quando il rumore non è trascurabile ma è presente anche nelle frequenze del parlato.
Infine parleremo un po’ della trasformazione dei campioni dal dominio del tempo a quello delle frequenze, e come queste trasformazioni possono andare ad intaccare la qualità finale.
Quinta puntata
I filtri: compressione ed equalizzazione
Apple Horizon #72
In questa puntata vedremo come migliorare la qualità, l’intelligibilità, e la ascoltabilità di una voce che parla, ancora una volta con degli esempi pratici che vi fanno sentire l’effetto prima e dopo.
Per il compressore, oltre a spiegare il principio di funzionamento, vedremo come si interviene sull’effetto usando la soglia (threshold) e il rapporto (ratio).
Poi faremo alcune prove con gli esempi, mostrando cosa cambia al suono se si enfatizzano o si abbassano alcune frequenze.
Sesta puntata
Il mixing
Apple Horizon #73

In questa puntata vedremo come mixare insieme più tracce, generalmente una di parlato e una di musica di sottofondo, e come rendere il tutto un insieme armonico, fruibile e perfettamente comprensibile da parte dell’ascoltatore.
Una delle cose assolutamente da non sottovalutare, e la gestione della musica di sottofondo, una di quelle componenti che può rendere il mix assolutamente gradevole oppure, se si sbaglia anche solo di poco, terribilmente inascoltabile…
Verranno date alcune indicazioni su come realizzare musica in loop, come realizzare il ducking, nonché dove trovare (anche a pagamento) musiche e gruppi di musiche già pronti per fare l’intero sound design.
Notare che quando parlo di canale destro e sinistro, per un errore non dipendente dalla mia volontà, la trasmissione, da stereofonica è diventata monofonica, per cui questo particolare effetto non si può percepire.
Settima puntata

Gli algoritmi di compressione audio
Apple Horizon #74
Iniziamo la puntata con una sorta di compendio che racconta la storia della compressione dell’audio, quali sono stati i formati e le idee sfruttate dagli ingegneri per ridurre la dimensione di un file senza andare ad intaccare la qualità percepita.
Perché è necessario comprimere l’audio? Semplicemente perché la banda non è infinita, è storicamente, quando sono stati introdotti i primi formati di compressione, era un bene assolutamente prezioso e non era letteralmente possibile fare passare audio non compresso su una linea di connessione Internet…
Ancora una volta parliamo della trasformazione dal dominio del tempo a quello delle frequenze, parlando della psicoacustica, la branca della scienza che si occupa di studiare come il cervello interpreta le informazioni sonore.
Con un esempio pratico vedremo l’effetto del mascheramento in frequenza, che sta alla base della maggiore efficienza del formato MP3, e il mascheramento temporale, che consente di raddoppiare l’efficacia con il formato AAC.
Vedremo quanto si riesce a comprimere un file sonoro con MP3 e in MP4 (audio) e quali sono i valori di datarate ottimali.

Ottava puntata

Il salvataggio del file e… PodCleaner!
Apple Horizon #75
Vedremo come la compressione del file, che lavora nel dominio delle frequenze, è influenzata anche dagli altri filtri che operano sulle frequenze, come il riduttore del rumore e l’equalizzatore.
Ascolteremo anche degli esempi (non solo di parlato, ma con anche delle musiche) in cui si evidenziano gli effetti della compressione a perdita di qualità e degli artefatti di compressione.
Al termine di questo piccolo e semplice “corso” di registrazione e post produzione audio, mi sono permesso anche di fare un po’ di pubblicità a PodCleaner, che, per certi versi, soprattutto per la parte di filtraggio, può risultare un’ottima soluzione per chiunque voglia effettuare delle buone registrazioni senza lambiccarsi troppo il cervello in parametri e configurazioni.
Di PodCleaner abbiamo parlato più e più volte, e, in caso, vi rimando a tutti gli articoli che ho scritto nel mio blog.

Il nuovo motore di sincronizzazione PodCleaner

Su spinta del grandissimo Mario D’Amore, ho elaborato una nuova versione del motore di sincronizzazione dei file di PodCleaner, che verrà introdotto a brevissimo con la versione 1.2 del programma, aggiornamento ovviamente gratuito.

Questa nuova versione estende le capacità della precedente consentendo di inserire file che sono stati anche “spezzati”.

Quando si registrano dei podcast o delle interviste in remoto, ovverossia ogni partecipante registra la propria traccia (e poi tutte le tracce vengono sincronizzate a posteriori, possibilmente con PodCleaner), può capitare che, per un qualsiasi motivo, un errore di sistema o dell’applicazione, uno dei partecipanti (o più di uno) sia costretto ad interrompere la registrazione e a farla ripartire in seguito.

PodCleaner SyncEngine 2

Fino alla versione precedente di PodCleaner questo era un problema: dato che l’intervallo massimo di inizio di una traccia in relazione ad un’altra era fissato a dieci minuti.

PodCleaner SyncEngine 2

PodCleaner, invece, consente di stabilire un intervallo qualsiasi e anche un offset, cosa particolarmente utile nel caso in cui qualcuno si aggiunga alla registrazione molto dopo l’inizio della trasmissione.

PodCleaner SyncEngine 2

La nuova interfaccia di PodCleaner (che qui mostro in versione assolutamente non definitiva):

PodCleaner 1.2 sync engine setup

Consente, a livello di singola traccia, di impostare sia il range di ricerca, sia l’offset.

Schermata 2015-02-18 alle 09.43.01

Ma PodCleaner 1,2 non si ferma qua: perché consente di impostare una traccia come “figlia” di un’altra traccia, indicando al software che si tratta della continuazione di un segmento precedente.

Schermata 2015-02-18 alle 09.43.35

Range di ricerca

Iniziamo a fare qualche esempio pratico. Supponiamo di registrare un podcast con solo due persone, ognuna delle quali, naturalmente, registra la propria traccia sul proprio computer:

PodCleaner SyncEngine 2

In questi casi spesso e volentieri significa che gli istanti in cui i due file iniziano sono molto vicini nel tempo.

Possiamo dunque andare nel pannello delle impostazioni avanzate del motore di sincronizzazione, e indicare che il range di ricerca è molto ristretto, nell’ordine di uno-due minuti:

Schermata 2015-02-18 alle 09.46.03

Questo, nel caso in cui si cerchi di sincronizzare solo due file, a poca rilevanza: l’algoritmo è molto veloce e impiegherebbe comunque solo una piccola manciata di secondi.

Nel caso in cui, invece, i file in ingresso fossero tanti, quattro o cinque, ridurre il ranch di ricerca riduce di gran lunga il tempo di calcolo!

Podcast in cui un partecipante si unisce dopo

Un altro esempio è quello in cui, invece, un terzo partecipante si unisce alla trasmissione dopo un (bel) po’ che questa è iniziata:

PodCleaner SyncEngine 2

Supponiamo che, dall’inizio della trasmissione, questo terza partecipante si sia unito dopo circa trenta minuti.

In questo caso dobbiamo specificare l’offset ovvero sia la distanza dall’inizio “medio” della registrazione generale.

Il mio consiglio, quando si aggiunge un file con un certo offset, e quello di allargare molto il range di ricerca, portandolo a 5-10
minuti, questo perché molto spesso non si è ben consci, effettivamente, di quanto tempo sia passato.

Schermata 2015-02-18 alle 09.56.30

Traccia interrotte

Nel caso in cui si stia registrando in due, e una delle persone abbia subito un’interruzione, che l’ha costretta a interrompere la registrazione e a farne partire una nuova.

Il primo consiglio che vediamo è quello di nominare i due file in modo simile, aggiungendo un suffisso che identifichi quale è il primo e qual è il secondo:

PodCleaner SyncEngine 2

Successivamente, dopo aver selezionato le tre tracce e averle importate in PodCleaner, nel pannello delle impostazioni avanzate di sincronizzazione, occorre semplicemente indicare che questo secondo segmento è “figlio” del primo:

Schermata 2015-02-18 alle 10.00.33

PodCleaner aggiusterà automaticamente l’offset in modo da considerare questa traccia come “spostata” nel tempo:

PodCleaner SyncEngine 2

Anche in questo caso vi consigliamo di lasciare un range di ricerca relativamente ampio, cinque-dieci minuti, in modo da bilanciare il tempo che intercorre tra la fine della registrazione, è il momento in cui si inizia la nuova traccia.

A che punto siamo

Ovviamente dal punto di vista estetico dobbiamo fare ancora un’po’ di lavoro: il programma adesso funziona, funziona bene, e l’ultima puntata del podcast Geek Cookies ne è una dimostrazione, però dal punto di vista dell’interazione con l’utente, qualcosa di meglio si può fare e si deve fare…

Rimanete sintonizzati per scoprire quando PodCleaner 1.2 verrà rilasciato.

Nel frattempo, però, nella nostra pagina di download, potete comunque provare la versione beta, che (personalmente) ritengo essere pronta e funzionante, a meno, appunto, dell’interfaccia…

PodCleaner: i settaggi del denoiser

Questo non è propriamente un tutorial, ma spiega come si attiva e quali sono le impostazioni del riduttore di rumore:

Altri tutorial:
Usare PodCleaner con un solo file
Sincronizzare più file con PodCleaner
Le impostazioni di sistema

PodCleaner tutorial #2: come sincronizzare più file

Anche questo è un tutorial molto semplice, in pratica vi fa vedere come si usa PodCleaner per sincronizzare più file, sia tenendoli separati che mirando tutto quanto:

Ancora una volta: più facile a farsi che a mostrarlo! 😀

Altri tutorial:
PodCleaner tutorial #1: usare PodCleaner con un solo file
Le impostazioni di riduzione del rumore di PodCleaner
Le impostazioni di sistema

PodCleaner spiegato in un video

Allora, si tratta ancora di una versione più che alfa, i testi sono da rivedere e lo speakeraggio pure, ma questo è, più o meno, il video che spiega cos’è PodCleaner e perché può essere uno strumento più che ottimale per chi fa podcast (ma non solo):

Il futuro di PodCleaner

Mi sembra strano parlare del futuro di un’applicazione quando non è nemmeno uscita la sua primissima versione, ma mi piacerebbe condividere con voi quella che, nella mia testa, sarebbe una ideale road map per questo software.

Oggi

Al momento attuale ho quasi terminato di sviluppare le feature per la prima versione che contiamo di mettere in vendita questo autunno, è però torno intendo dire l’inizio e non dicembre…
L’unica cosa veramente “grandi” che manca è la possibilità di caricare diversi tipi di file, e non solo Wave mono.

podcleaner_mainInterface2file (0-00-00-00)

La prima versione del commercio consentirà anche di sincronizzare fino a tre file (una volta che ho capito come fare, probabilmente da quattro in su non sarà un problema, ma per adesso mi mantengo sul facile).

Un’altra feature che mi piacerebbe inserire nella prima versione è quella che, una volta terminata l’elaborazione, invia un’email a indicando che tutto è stato fatto.

podcleaner_preferences (0-00-00-00)

Diciamo che si tratta di una feature utile ma non necessaria, per cui, eventualmente, verrà implementata in una versione successiva, tipo la 1.1.

podcleaner_mainInterfaceSiglefile (0-00-00-00)

Sempre per la versione 1.1, non mi dispiacerebbe inserire anche un qualche strumento che consentisse di ricavare in modo autonomo il livello di rumore di fondo, quando lo speaker non parla.

PodCleaner II

Oltre a consentire la sincronizzazione di infiniti file (non fermandosi a tre), penso che potrei PodCleaner 2.0 potrebbe risultare un prodotto più completo se consentisse di realizzare una puntata dall’inizio alla fine.

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Dopo avere registrato la voce, PodCleaner potrebbe consentire l’aggiunta di una sigla iniziale, di quella sigla finale, eliminare eventuali errori di registrazione, aggiungere degli stacchi, una musica di sottofondo ed infine produrre il risultato finale.

Per questa versione mi piacerebbe tanto riuscire a trovare il modo di realizzare una, seppur primordiale, riduzione del rumore.

Gli algoritmi di riduzione del rumore si basano essenzialmente sull’analisi del “silenzio”, ovvero sia del rumore di fondo comunque presente nel luogo di registrazione quando la persona non parla.

In linea teorica la cosa è relativamente semplice: si tratta di un semplicissimo noise gate che lavora a diverse bande di frequenza, per cui occorre effettuare la conversione nel dominio delle frequenze con una trasformata veloce di Fourier (FFT).

Facile a dirsi, leggermente meno facile da farsi.

Ciononostante non proprio impossibile…
PodCleaner III

Per questa terza versione mi piacerebbe poter introdurre il concetto di “programma”, per cui si possono creare diverse trasmissioni, importare gli asset come le sigle, distacchi, le musiche di sottofondo, gli effetti sonori, in modo da poter creare un template per le singole puntate.

Ovviamente, necessariamente, questa versione dovrebbe consentire anche la possibilità di registrare l’audio.

E, naturalmente, come fanno già gli altri software, impostare dei marker durante la registrazione in modo da segnarsi eventuali errori che correzioni da fare.

PodCleaner IV

La quarta incarnazione di PodCleaner dovrebbe chiamarsi “PodCleaner workgroup”.

Immagino PodCleaner a questo punto come un sistema distribuito in cui le trasmissioni vengono registrate da più persone contemporaneamente, ognuna delle quali possiede una copia del programma

La persona che ha organizzato l’evento è il “master”, e una volta che il master fa partire la registrazione questa parte sui computer di tutti gli altri utenti.

Una volta della registrazione finisce, termina per tutti, e ogni utente, in automatico, effettua le elaborazioni di analisi e pulizia.

Puliti i file, questi vengono automaticamente caricati su un server e scaricati dal software del master, che, sempre automatico, li sincronizza, in modo da essere pronti per la fase di editing finale: tagliare in testa in coda ed eventuali errori, aggiungere le sigle ed esportare.

Credo che, per tutti quelli che realizzano trasmissioni condivise, sarebbe effettivamente uno strumento di aiuto eccezionale: la possibilità di gestire trasmissioni con la registrazione condivise con un singolo clic.

Fantascienza?

Forse sto correndo troppo, e, molto sicuramente, conoscendo me stesso e la base di utenti, finirò per non realizzare nessuna versione di PodCleaner successiva alla prima.

Quello che voglio dire è che avrei le conoscenze tecniche e le idee su come realizzare tutte queste versioni dell’applicazione che sto programmando in questi giorni.

L’unica cosa su cui non ho le idee molto chiare è la riduzione del rumore basata sulla trasformata di Fourier.

Il resto saprei farlo e saprei anche come farlo (e ci vorrebbe comunque un sacco di tempo per farlo).

Non so perché vi sto raccontando queste cose, solo forse perché mi piace un po’ sognare ad occhi aperti.

Forse perché sono solo molto, molto ambizioso…

Cos’è PodCleaner

Ok, è venuto finalmente il momento di presentarvi quello che è il progetto PodCleaner, del quale vediamo qui sotto l’icona:

podcleaner icon

Ma che caz cos’è PodCleaner?

PodCleaner è (o, meglio, sarà) un’applicazione, Mac e Pc, che ha lo scopo di filtrare l’audio registrato in condizioni non ottimali introducendo quello che è in pratica un noise gate di nuova generazione.

E che caz cavolo è un noise gate di nuova generazione?

Ora ci arriviamo, e per farlo dobbiamo rispondere ad un’altra domanda: c’è veramente bisogno di un programma che faccia quello che già fanno Audition, Audacity e compagnia bella?

Sì: perché PodCleaner fa qualcosa che i filtri standard di noise gate non fanno.

Per avere una spiegazione più chiara di cosa sto parlando ascoltatevi la presentazione del progetto PodCleaner nell’ultima puntata del podcast Just In Apple.

podcleaner logo

Per farla in breve, comunque, il noise gate di PodCleaner è un noise gate che analizza i cluster di parlato e non il singolo campione, consentendo di realizzare una traccia audio più pulita, più naturale e con meno “sporchi” dovuti ed eventuali clic e rumori di fondo non richiesti.

Al contrario dei noise gate tradizionali, che non sono per loro natura predittivi, PodCleaner analizza tutto il file, andando ad individuare quelli che sono i cluster in cui c’è del suono e poi analizzando ogni singolo cluster sulla base della durata e della potenza RMS.

E se un cluster è “poco rilevante” allora viene interpretato come un rumore di fondo e “tagliato via”.

Una prova?

Ecco di seguito un file audio, un’estratto della registrazione dell’amico Justen dell’ultima puntata di Just In Apple (cliccate sull’immagine per avere un ingrandimento):

Schermata 2014-07-04 alle 14.56.21

Questo invece è lo stesso file passato attraverso un noise gate (parametrizzato in modo da ottenere il massimo risultato):

Schermata 2014-07-04 alle 15.43.51

Come potete osservare alcuni degli spikes audio all’inizio del file sono stati tagliati, ma non tutti, e inoltre c’è un calo nell’ultimo cluster a destra.

Ma guardate invece cosa ha prodotto PodCleaner con i valori di default:

Schermata 2014-07-04 alle 14.56.36

I cluster di parlato sono rimasti identici, ma tutti gli spikes sono stati cancellati!

Non solo: dato che i cluster vengono copiati uno alla volta viene inserita addirittura una dissolvenza in ingresso e non solo in uscita, per cui, invece di un lookahead di 0.02 ms (dissolvenza che dura 1/50 di secondo, dunque niente) abbiamo un ingresso morbido del cluster prima ancora che la persona inizi a parlare, una dissolvenza lunga quanto si vuole (di default 0.2 secondi, 1/5 di secondo), il che fa sentire anche il respiro che lo speaker prende prima di iniziare a parlare, rendendo di fatto tutto più naturale e morbido.

Questo è un esempio dell’interfaccia di PodCleanr, allo stato attuale:

podcleaner interface

PodCleaner già adesso fa anche altre cose, come una gestione del compressore audio che analizza anche questo tutto il file e anche uno strumento per tagliare i silenzi.

Ma di queste cose vi parlerò in seguito.

Come vi ho detto in trasmissione, però, contattatemi, qui o su twitter, se volete fare parte del gruppo che mi darà una mano con l’alpha e il beta test.

Credetemi: questo coso non è velocissimo, ma funziona fottutamente bene!